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Politica in guerra sul reparto di Medicina ad Amandola: tutto bloccato, nessuna collaborazione sui certificati mancanti

1 Dicembre 2021

AMANDOLA – Non c’è pace per la nuova struttura di medicina ad Amandola. Un luogo realizzato e mai attivato. Al centro di annose trattative, di plichi di carte, di una burocrazia che inciampa anche nella politica.

Ad aprire il vaso di pandora è stato l’assessore alla sanità, Filippo Saltamartini che ha spiegato perché di aprire medicina al momento non c’è possibilità. “Lo stabile è stato costruito da due diverse imprese e sono pendenti contenziosi davanti alla magistratura.

Solo se verranno sanate le seguenti gravi lacune e carenze la Regione e Asur potranno decidere di prendere in comodato d’uso l’immobile, del quale tra l’altro si sente la necessità per servire le aree interne colpite dal sisma”. Ma non basta, stando all’assessore, “mancano il certificato antincendio, l’inventario e i manuali dell’impianto tecnologico, il collaudo degli impianti di: climatizzazione, rilevazione fumi, antenna TV, acqua calda sanitaria e gruppo elettrogeno”.

Di fronte a questo quadro, parlando della proroga dell’Ambito interprovinciale tra Amandola e Ascoli Piceno prevista da Saltamartini fino al 2022, il consigliere Fabrizio Cesetti ha lanciato l’appello a Saltamartini: “Assessore evitiamo polemiche inutili. Evitiamo il rimbalzo di responsabilità, non attacchiamo un sindaco che ha fatto tanto. Manda i tecnici e riporta Medicina in Amandola e fai ripartire la struttura. Mettici le mani e risolvi il problema per il bene della comunità, non farne una questione politica, tra l’altro alle regionali lì al 65% hanno scelto il centrodestra”. In particolare Forza Italia, che infatti si è spesa in prima persona con la consigliera Jessica Marcozzi per cercare di arrivare all’apertura.

Ma è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Andrea Putzu, da sempre critico sulla struttura di Medicina, durante il dibattito in aula è stato ancora più duro: “Nessuno è contrario a riaprire un casotto pagato milioni di euro dalla Protezione civile. Ma – ribadisce rivolgendosi al collega del Pd Fabrizio Cesetti - visto che voi non avete voluto rimettere a posto l’ospedale vecchio, come chiesto da tutti i sindaci, ora siete responsabili del fatto che mancano le autorizzazioni e che ci sono delle scuse in corso”.

Putzu mette poi il carico politico: “Sappiamo bene che il sindaco di Amandola è un uomo di sinistra, uomo di fiducia di Fabrizio Cesetti. Siamo consapevoli che la città, come tutta la montagna, deve ripartire e ha bisogno di risposte. Ma se quel sindaco avesse fatto tutto nel modo giusto e non avesse avuto problemi con i ricorsi, non avremmo ritardi. Se voi aveste aggiustato l’ospedale vecchio, a oggi non ne staremmo neppure parlando e avremmo una struttura funzionante. E invece ci ritroviamo un casotto che non piaceva neppure all’ex direttore dell’area vasta 4, Licio Livini”.

Per vedere il botta e risposta tra Cesetti e Putzu in Consiglio andare al punto dopo 5h e 42'

Ma non ci sta il comune a incassare silente tutte le colpe. La replica è affidata al vicesindaco Giuseppe Pochini in veste di esponente del Partito Democratico ed è di due livelli. Il primo tecnico: “Va con forza ricordato che la decisione di realizzare una struttura provvisoria per riportare il servizio di medicina in Amandola fu assunta, a metà del 2018, in Regione in sede di conferenza di servizi e con voto unanime, affidando al Comune l’incarico di realizzarla per conto della Regione, dell’Asur e dell’Area Vasta 4. Il Comune di Amandola, quindi, nella sua unica funzione di partner dell’iniziativa e non di “impresa esterna”, come oggi viene assurdamente trattato, ha svolto e svolge, in sinergia e condivisione, tutte le attività decise, insieme, in Conferenza dei Servizi”.

C’è poi il livello politico: “Come circolo del PD di Amandola speriamo e ci auguriamo che alle parole seguano fatti chiari e concreti, come attuato dalla precedente Giunta Ceriscioli, senza distinzioni politiche e guidati solo da un forte senso di responsabilità istituzionale e di leale collaborazione tra Enti. Invitiamo quindi l’Assessore Saltamartini a porre in essere azioni concrete a supporto del territorio e dell’amministrazione di Amandola e non solo parole o bacchettate per presunte mancanze. Chiediamo che intervenga nei confronti dell’Area Vasta 4 e del suo direttore Grinta che non è mai venuto in Amandola a vedere la struttura, affinché agiscano per l’apertura, quanto prima, del servizio unanimemente deciso. La vera politica che si interessa della gente supera gli eventuali problemi con azioni e fatti. Non si ferma alle parole o alla ricerca strumentale di errori" conclude Pochini.

Raffaele Vitali

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