
di Chiara Fermani
SERVIGLIANO - Dodici edizioni, migliaia di spettatori provenienti da tutta Italia e una crescita costante che lo ha consacrato tra i festival musicali più amati del centro Italia.
Il Teatro ideale ha fatto da cornice alla presentazione della dodicesima edizione del No Sound Fest, la rassegna che ogni estate trasforma il suggestivo Parco della Pace di Servigliano, monumento storico nazionale, in uno dei principali palcoscenici della musica dal vivo italiana.
Un traguardo importante per una manifestazione che, anno dopo anno, ha saputo conquistare pubblico, artisti e addetti ai lavori, diventando un appuntamento atteso ben oltre i confini regionali. Alla base di questo successo c'è la solida e duratura collaborazione tra il Comune di Servigliano e Best Eventi di Pescara, una sinergia che da dodici anni rappresenta il motore organizzativo del festival e che ha permesso di portare nel Fermano alcuni dei più importanti nomi della scena musicale nazionale.
Nel 2026 il No Sound Fest torna al Parco della Pace con un cartellone di primo piano e con una formula ormai consolidata, capace di coniugare grandi concerti, valorizzazione del territorio e una forte attenzione alla dimensione sociale grazie al coinvolgimento delle associazioni del territorio.
Il cartellone conferma la capacità del No Sound Fest di alternare generazioni, stili e pubblici differenti: 20 giugno – Modà, con la data zero del nuovo tour e la residenza artistica a Servigliano; 28 giugno – Fulminacci; 17 luglio – Caparezza, concerto annunciato già nella scorsa edizione e tra gli eventi più attesi dell’estate; 18 luglio – Litfiba, protagonisti del tour celebrativo dei 40 anni di 17 RE, con la storica formazione degli anni Ottanta.
Entusiasta il sindaco Marco Rotoni, che ha sottolineato il valore di un percorso costruito anno dopo anno grazie al lavoro condiviso di istituzioni, associazioni e organizzatori. “Per noi è sempre una novità essere qui, non è mai scontato inaugurare una nuova edizione. Vedere una comunità che si allarga e mette tutte le proprie forze a disposizione è motivo di grande soddisfazione. In questi anni Best Eventi ci ha dato la possibilità di essere orgogliosi di questo festival dal punto di vista artistico. Da dodici anni a questa parte di strada ne abbiamo fatta e oggi abbiamo la consapevolezza che anche da questa parte del territorio possiamo dire la nostra. La ricetta vincente è proprio questo punto di equilibrio tra offerta artistica e dimensione sociale”.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto alle realtà associative che da anni affiancano il festival, tra cui la Pro Loco, e per il sociale la Lilt, Admo, Anffas, Angeli dell’Aurora e numerose altre organizzazioni del territorio che contribuiscono a dare profondità e significato alla manifestazione.
L’assessore Danilo Viozzi ha evidenziato l’impatto che il festival genera sull’intera comunità locale. “Servigliano conta poco più di duemila abitanti, ma in occasione del No Sound Fest triplichiamo le forze. Dobbiamo rendere tutto perfetto e il paese si muove compatto: tutti remiamo nella stessa direzione. Siamo partiti anni fa con Caparezza e quest’anno lo ritroviamo ancora una volta sul nostro palco”.
A confermare la crescita costante del festival è stato Andrea Cipolla, direttore di Best Eventi, che ha illustrato le novità dell’edizione 2026. “Servigliano sta diventando sempre più una meta per le residenze artistiche. I Modà arriveranno qui già dal 18 giugno e questo garantirà una visibilità mediatica ancora maggiore. Avremo inoltre Bianca Atzei come special guest: un dato curioso è che sarà la prima donna a esibirsi sul palco del No Sound Fest”.
Paolo Basile, responsabile comunicazione Best Eventi, ha poi evidenziato la varietà della proposta artistica. “Le quattro serate hanno caratteristiche molto diverse tra loro. Il tour dei Litfiba rappresenta una reunion speciale ed è uno degli appuntamenti più attesi dell’estate. Radio Subasio sarà partner dell’evento per il quinto anno consecutivo. Ci aspettiamo di raggiungere quota ventimila prevendite complessive e Caparezza ha già superato le 4.800”.
Ma il No Sound Fest non è soltanto musica. Nel corso degli anni la componente sociale è diventata un elemento sempre più centrale, grazie alla presenza di associazioni impegnate nella promozione della salute, della solidarietà e della cultura del dono. “Per noi la musica è uno strumento di crescita – ha spiegato Rotoni –. Si entra in una dimensione diversa, dove la componente sociale ha assunto un ruolo sempre più importante. È un aspetto che ci rende particolarmente orgogliosi”.
Tra le associazioni presenti, la Lilt di Fermo ha ribadito il valore di una manifestazione capace di intercettare il pubblico più giovane. “Riusciamo a raggiungere persone che normalmente mostrano poco interesse verso questi temi. Promuovere uno stile di vita sano tra i ragazzi è fondamentale”- ha spiegato il dottor Renato Bisonni.
Anche Admo sarà presente con i propri corner informativi per sensibilizzare i ragazzi tra i 18 e i 35 anni alla donazione del midollo osseo, ricordando come le Marche siano tra le regioni italiane con il più alto numero di donatori. Debutto invece per Aido, che illustrerà ai partecipanti l’importanza della donazione degli organi e le modalità per esprimere il proprio consenso al momento del rinnovo della carta d’identità. Presente anche l’associazione Gli Angeli dell’Aurora, giovane realtà del territorio impegnata nel sostegno ai bambini affetti da patologie pediatriche e alle loro famiglie.
A chiudere la presentazione è stata la presidente della Pro Loco, Luigina Rossi, che ha richiamato il ruolo della comunità nell’accoglienza del pubblico e nella valorizzazione del luogo che ospita il festival: “Noi curiamo l’hospitality, l’accoglienza e il rispetto del Parco della Pace, che è un Monumento Storico Nazionale. Il No Sound Fest rappresenta un’importante operazione culturale e sociale”.
Dopo dodici anni di crescita costante, il No Sound Fest si conferma così non solo un festival musicale, ma un progetto collettivo che coinvolge istituzioni, associazioni, volontari e cittadini, contribuendo a rafforzare l'identità culturale di Servigliano e a proiettarla ben oltre i confini regionali.
