
MONTE URANO - Notte di tensione davanti a un bar, dove un uomo è stato trovato in possesso di due armi da taglio: un machete lungo 50 centimetri e un coltello da cucina di 35. Per un 42enne originario dei Balcani è scattato il Daspo Willy, con il divieto di frequentare per un anno i pubblici esercizi e i locali di intrattenimento di tutto il territorio comunale di Monte Urano.
Il provvedimento, emesso dal Questore di Fermo su proposta dei Carabinieri, è stato notificato dai militari della locale Stazione. La misura vieta all'uomo non soltanto l'accesso a tutti i locali pubblici dotati di licenza per la somministrazione di bevande e l'intrattenimento, ma anche di stazionare nelle immediate vicinanze degli stessi.
I fatti risalgono alla notte del 30 settembre scorso, quando i militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Fermo, con il supporto di una pattuglia della Stazione di Monterubbiano, erano intervenuti nei pressi di un bar in seguito a una richiesta di soccorso per la presenza di una persona molesta.
Raggiunto il locale, i Carabinieri avevano individuato il 42enne all'esterno dell'esercizio commerciale. Durante il controllo, l'uomo era stato trovato in possesso delle due armi bianche, immediatamente sequestrate dai militari. Per lui era quindi scattata una denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Fermo per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.
Alla luce della gravità dell'episodio e della pericolosità sociale ritenuta manifestata dalla condotta, i Carabinieri hanno avanzato la proposta di applicazione della misura di prevenzione, successivamente accolta dal Questore.
Il Daspo Willy è stato introdotto e rafforzato nel dicembre 2020, dopo l'omicidio del ventiduenne Willy Monteiro Duarte a Colleferro, in provincia di Roma. La misura consente di vietare l'accesso a determinate aree urbane e ai locali pubblici a soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza.
La violazione del divieto costituisce un autonomo reato, punito con la reclusione da uno a tre anni e con una multa da 10mila a 24mila euro.
Si precisa che il destinatario del provvedimento è da considerarsi presunto innocente in relazione ai fatti contestati, trattandosi di una fase procedimentale che non ha ancora condotto a un accertamento definitivo di responsabilità.
