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Madonna del Pianto e Resistenza, Fermo celebra la libertà. Dall'Anpi al vescovo: "Non perdiamo il valore alto del bene comune"

20 Giugno 2026

FERMO – Sono passati 82 anni, ma Fermo non dimentica. Il 20 giugno del 1944 Fermo e il Fermano furono liberati dall’occupazione nazifascista.

Il giorno prima, i nazifascisti però lasciarono un’ultima scia di sangue a Caldarette d’Ete uccidendo Serafino Santini, Giuseppe e Luigi Fortuna e il piccolo Giovannino Protasi. In quei giorni , mentre si attendeva l’ingresso degli alleati polacchi, i cattolici fermani fecero un voto alla Madonna del Pianto affinché salvasse la città da ulteriori violenze.

Ogni anno, centinaia di cittadini si ritrovano prima nella chiesa nel cuore di Fermo a pregare e ringraziare la Madonna poi a Caldarette per onorare i caduti che hanno contribuito a fare di Fermo una provincia da medaglia d’oro per attività resistenziale.

Il sindaco Alberto Maria Scarfini ha letto, al termine della messa officiata dall’arcivescovo Rocco Pennacchio, il voto alla Madonna in cui viene invocata come protettrice della città, capace di averla già salvata in passato da epidemie, guerre e oppressioni.

I fedeli ricordano e tramandano come la guerra sia passata quasi senza che se ne accorgessero, lasciandoli liberi, salvi e felici grazie all'intervento divino. “Questa sera siamo qui, come il 20 giugno del 2944, per sciogliere il voto solenne” ha ricordato il sindaco chiedendo in chiusura protezione “per la città, per le nostre famiglie”.

Fede e storia che si incrociano, come ricorda bene Paolo Scipioni, presidente Anpi, seduto in prima fila vicino al presidente Oretenzi, a Scarfini, a Paolo Calcinaro e alla vicaria del prefetto, Alessandra De Notaristefani di Vastogirardi. Con loro il comandante provinale dei carabinieri, vertici della questura e della polizia locale, oltre alle associazioni combattentiste e tantissimi cittadini.

Unico dettaglio, età media più di 60. Lo sa bene anche Scipioni che s’impegna durante l’anno per avvicinare le scuole alla memoria, ai valori della resistenza a quel “non perdere di vista il valore alto del bene comune e della libertà” come ha ricordato l’arcivescovo Pennacchio nella sua omelia.

“Il 20 giugno è una giornata fondamentale per la nostra democrazia. Ottantadue anni fa Fermo veniva liberata dal nazifascismo e oggi dobbiamo mettere tutto il nostro impegno affinché quei valori continuino a vivere. In un mondo che cambia rapidamente, e in cui talvolta vengono messi in discussione principi che sembravano acquisiti, è importante riaffermare il significato della Resistenza e dei valori su cui si fonda la nostra Costituzione. Questa ricorrenza rappresenta una testimonianza viva della storia e dell’identità democratica del nostro Paese” spiega Scipioni.

E per questo servono i giovani: “Non è semplice. Il ruolo della scuola è fondamentale. Qualche anno fa era stato avviato un protocollo con il Ministero dell’Istruzione, che oggi viene rinnovato, anche se con qualche difficoltà in più rispetto al passato. Si tratta però di uno strumento essenziale per raggiungere i giovani e trasmettere loro la conoscenza della storia della Resistenza e dei valori democratici. Spesso ci accorgiamo che questi temi non trovano lo spazio che meriterebbero nei programmi scolastici o negli elaborati degli studenti, ed è quindi importante continuare a lavorare in questa direzione”.

Ma non basta la scuola, da qui il coinvolgimento anche in altre occasioni: “Ad esempio il Premio Natali, che organizziamo ogni anno. L’ultima edizione si è conclusa a marzo e la giornata della premiazione della scuola vincitrice è stata davvero straordinaria. Sono occasioni preziose per avvicinare le nuove generazioni ai valori della memoria, della partecipazione e della cittadinanza attiva” conclude il presidente Anpi.

r.vit.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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