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Il voto consapevole

20 Settembre 2020

Prima il voto, poi la preferenza. Lo dicono in pochi, ma è così. L’aspetto determinante è partecipare per incidere. Poi, scegliere la persona, sapendo che, mai come questa volta, non sono tutti uguali.

Forse i programmi si assomigliano, come accade a livello comunale, di certo non cambiano di tanto le priorità per la Regione. Ma attenzione. Le Marche sono a una svolta e chi le guiderà non è un dettaglio.

L’Europa, bistrattata nonostante ci garantisca da decenni la pace, come ricorda sempre l’ex rettore Sauro Longhi, ha aperto i cordoni della borsa. Lo ha fatto con risorse vere, che avranno bisogno di programmi efficaci e capacità di spesa oltre che di rendicontazione.

A chi mettere in mano il futuro della Regione? Al nuovo inesperto o all’esperto criticato? Bel dilemma in cui incide il fattore tempo, visto che se ne potrà perdere poco.

E così nei Comuni, piccoli e grandi, che in questo piano di investimenti avranno voce in capitolo, se sapranno creare un legame forte con Ancona, prima, e Roma, poi. Ed ecco che il ‘tanto non cambia niente’ subisce un’altra picconata. Infatti, non tutte le persone sono uguali per competenze e background.

Fermarsi al simbolo di partito nella Marche è un errore, non saranno Salvini, Meloni e Bonaccini a guidare la regione, ma uno tra Francesco Acquaroli e Maurizio Mangialardi, con tutto il rispetto per gli altri sei candidati.

Per cui, scegliere sì, ma scegliere made in Marche, sapendo che la manifattura è in crisi, ma ancora di qualità e con possibilità di essere innovata.

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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