
FERMO – Il tour di Saturino Di Ruscio, candidato sindaco a Fermo, fa tappa a Lido Tre Archi. E qui parte la prima critica all’era Calcinaro che vorrebbe proseguire con Alberto Scarfini: “Prevenzione, controllo e inibizione. Si fonda su questi tre pilastri il futuro di Tre Archi”. Non quindi su strutture sportive già rovinate. A prova allega al suon comunicato stampa alcune foto dello stato della nuova tensostruttura.
Per il quartiere, “che oggi vede convivere persone provenienti un po’ da tutto il mondo, con significative difficoltà di integrazione sociale e di criminalità”, la strada da intraprendere è quella di superare “la presenza di quegli immigrati extracomunitari di seconda generazione che, spesso abbandonati a loro stessi, si dedicano allo spaccio e aggrediscono gli altri abitanti”.
Chiede un presidio fisso delle Forze dell’Ordine, “siglerò un nuovo protocollo d’intesa con la Prefettura”, e promette quello che gli viene chiesto, ovvero “la sistemazione dei piccoli sottopassi ferroviari e un marciapiede che colleghi Lido Tre Archi a Lido San Tommaso, per potersi spostare a piedi in sicurezza. Quanto ai servizi, nonostante la presenza di una farmacia e di una pediatra, ne mancano ancora di essenziali, come uno sportello bancomat”.
Rivendica quanto fatto nei suoi due mandati da sindaco, che non è stato “creare costose strutture sportive con una tensostruttura inaugurata solo pochi mesi fa e già deteriorata oltre che luogo per attività poco edificanti”.
Quindi, promette progetti e interventi mirati. Come quello per i tanti rom che frequentano Tre Archi: “È necessario individuare un’area adeguata dove far convergere, da attrezzare con i servizi necessari, per permettere a queste persone di vivere in maniera dignitosa”.
