Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Asite, caso chiuso per Ciarrocchi: "Lo dicono numeri e sentenze, tutto in regola". Di Ruscio però non si arrende

22 Aprile 2026

FERMO – Rinviata e finalmente discussa, l’interrogazione di Renzo Interlenghi sull’Asite è approdata in consiglio e ha ottenuto una lunga risposta da parte dell’assessore alle Partecipate, Alessandro  Ciarrocchi.

“Era immaginabile che il mio ultimo intervento in questa seconda consiliatura avrebbe avuto ad oggetto Asite, ma mai avrei pensato che il tema fosse quello odierno” esordisce, per poi iniziare una difesa serrata dell’operato dell’azienda “di fronte ad attacchi da campagna elettorale”.

Per Ciarrocchi, l’immagine di Asite come società dai “contorni anomali” è una rappresentazione strumentale. Al contrario, l’assessore rivendica il percorso di crescita compiuto dall’azienda negli ultimi dieci anni, “dopo un passato difficile”, sottolineando i risultati ottenuti sul fronte della raccolta differenziata, dell’innovazione tecnologica, della qualità dei servizi e, soprattutto, del finanziamento Pnrr ottenuto per il biodigestore, descritto come un traguardo che “molti enti e società si sono solo sognati”.

Nel suo intervento, Ciarrocchi torna sulla politica: “Invece che proporre idee e soluzioni per il futuro della città, si pensa di mettere in cattiva luce gli avversari paventando presunti scandali a un mese dalle elezioni. Metodi già bocciati alle pregresse elezioni regionali”.

Tra le righe, Ciarrocchi ringrazia Interlenghi per aver chiesto un chiarimento ufficiale e ribadisce che proprio per il ruolo strategico di Asite “la sua immagine va tutelata”. Quindi passa alle contestazioni, respingendo con decisione ogni ipotesi di irregolarità nella gestione del credito d’imposta legato al biodigestore e nei rapporti con il consorzio interuniversitario Cifs.

Il punto centrale della replica è netto: “Esistono sentenze e provvedimenti giudiziali che confermano la legittimità dell’operato di Asite e dei suoi tecnici, e pertanto non esiste alcuno schema fraudolento e nessun illecito”. A sostegno richiama anche la richiesta di archiviazione che “ha evidenziato l’affidabilità del consorzio, la convenienza della progettazione e l’assenza di qualsiasi attività fraudolenta”.

Respinta anche la ricostruzione secondo cui il Cifs sarebbe stato privo delle competenze necessarie. Ciarrocchi ne rivendica il profilo scientifico e istituzionale, ricordando che si tratta di un ente nazionale di ricerca riconosciuto dal ministero, comprendente atenei come Milano, La Sapienza, Tor Vergata, Torino e Trieste, e dotato per statuto di competenze proprio in ambito energetico e ambientale.

Sul fronte della gestione rifiuti, Ciarrocchi respinge l’ipotesi che la solidità economica di Asite dipenda dai conferimenti fuori bacino o dai sormonti autorizzati in discarica. “Al contrario - rivendica - un processo di razionalizzazione e ottimizzazione che ha garantito autonomia reddituale all’azienda, mentre i conferimenti da altre province sono possibili proprio grazie a una gestione virtuosa che ha evitato emergenze nel Fermano”.

Difesa anche sul tema dei costi del biodigestore. “Non è vero che Asite ha speso quasi due milioni di euro per il progetto, la società ha sostenuto i 540 mila euro previsti dal contratto con Cifs per la progettazione definitiva, mentre la progettazione esecutiva è stata affidata tramite gara dal Comune. Gli incrementi economici successivi – ricorda - derivano dall’aggiornamento del prezzario regionale e da ulteriori migliorie progettuali”.

Il finale torna politico. “Non esiste alcuno scandalo, alcun illecito e alcuno schema fraudolento, e non è giusto paventare scandali inesistenti. Non è in questo modo che si può sperare di vincere le elezioni”.

Parole che non sono invece piaciute a Saturino Di Ruscio. Il post su Facebook dell’ex sindaco è stato alla base dell’interrogazione di Interlenghi. “Assessore Ciarrocchi, rispondere sulla mala gestione dei soldi pubblici non è solo una questione da campagna elettorale fra me e l'Amministrazione, ma un dovere nei confronti dei cittadini”.

Di Ruscio insiste: “I due milioni di euro per il progetto del biodigestore sono uno sperpero di risorse pubbliche, visto che avrebbe potuto essere predisposto spendendo un terzo della cifra. La sua risposta è tecnica, ma dimentica, o finge di dimenticare, che il modo in cui un’amministrazione comunale spende i soldi pubblici non è una questione tecnica, bensì politica”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram