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Cassa integrazione per 21mila fermani. Paure e soluzioni. De Grazia, Cgil: "I licenziamenti vanno bloccati fino a fine anno"

12 Giugno 2020

FERMO – Un dato può far comprendere il quadro economico regionale. Dopo quello sull’export crollato certificato dall’Istat (LEGGI), arrivano i numeri sulla cassa integrazione, sugli ammortizzatori sociali.

Alessandro De Grazia, segretario della territoriale di Fermo, li ha ricevuti dall’istituto di ricerca della Cgil e sono preoccupanti. “I lavoratori che stanno usufruendo sono 14.641, pari al 11,2% di tutti i beneficiari nella regione. A questi – precisa De Grazia - vanno aggiunti 6.858 lavoratori delle aziende artigiane, per un ammontare complessivo di 21.499 fruitori a vario titolo”.

Il problema è che in quei 21mila sono 7.789 in cassa integrazione ordinaria, 4.439 in deroga, 2.413 beneficiari di Fis (fondo integrazione salariale), 6.858 beneficiari di Fsba (fondo di solidarietà bilaterale artigianato). Differenze che pesano, visto che “per la cassa interazione ordinaria i pagamenti sono regolari, mentre per le casse in deroghe e per quelle relative agli artigiani ci sono gravi ritardi”. Le colpe? “I ritardi sono del Governo, non certo di Inps ed Ebam” ribadisce il segretario della Cgil.

Il tema è stato nuovamente affrontato durante un incontro con il prefetto e le associazioni di categoria. “Il problema è che nonostante gli ingenti provvedimenti governativi, il quadro economico provinciale sta peggiorando girono dopo giorno. Il Covid ha colpito su un sistema già incrinato da sisma e crisi del 2008”.

A livello regionale si teme la bomba sociale di settembre, quando scadranno i blocchi ai licenziamenti. E su questo De Grazia è Chiaro: “Serve una proroga, come servono nuovi ammortizzatori sociali, visto che non è pensabile una ripresa entro l’anno”.

È difficile a oggi immaginare un reddito certo che non sia legato a una cassa integrazione. Per questo “se vogliamo stimolare la ripresa dei consumi, in particolare delle famiglie, bisogna dare certezze”.

Come leader del sindacato principale, De Grazia torna a chiedere “il rinnovo dei contratti di lavoro, l’avvio di u sistema di relazioni sindacali e industriali basato sulle contrattazioni aziendali e una nuova tassazione del lavoro, che riduca considerevolmente il gap tra lordo e netto in busta paga”. Obiettivi ambiziosi, ma 'se non ora quando' è lo slogan per chi sta cercando di abbattere il muro della burocrazia, che penalizza in primis chi il lavoro lo dà, ovvero le imprese, e della diseguaglianza sociale.

“Dobbiamo affrontare e risolvere le fragilità e criticità del nostro territorio, costruendo le basi per una nuova fase di graduale ripresa economica che metta al centro i diritti di chi lavora” conclude De Grazia.

redazione@laprovinciadifermo.com

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