
FALERONE - Sabato 4 luglio il TAU / Teatri Antichi Uniti, rassegna regionale di teatro classico promossa da Regione Marche, AMAT, Ministero della Cultura e da quindici Comuni del territorio, fa tappa al Teatro Romano di Falerone con Arianna e Teseo, uno spettacolo irresistibilmente comico nel quale Tiziana Foschi e Antonio Pisu riscrivono il mito di Teseo e Arianna trasformandolo in un viaggio dentro il caos umano, tra inganni, passioni e labirinti mentali, tra comicità tagliente e atmosfere visionarie.
Teseo inganna Arianna che inganna il padre che ingannò il suo popolo. Storia semiseria, tragicomica alquanto buffa di un guerriero, di un mostro e di una principessa in calore.
Storia di un labirinto come caos: c'è l'avventura, c'è l'astuzia, c'è la spada insanguinata. Poi c'è la luce dopo il buio, il viaggio e l'abbandono. Dormi Arianna dormi che il tuo guerriero ti ha piantata in nasso. Quella di Teseo e Arianna in fondo non è una storia d'amore: lui usa lei per uscire dal labirinto e lei usa lui per uscire dal suo mondo infantile. Il tempo del mito è un tempo ciclico che non ci dà nessuna lezione di morale come fanno le favole. La parola fine non esiste, così Teseo inganna Arianna, che inganna il padre, che inganna il suo popolo... l'importante è non perdere il filo.
Lo spettacolo non mette in scena un mito, lo smonta. Il mito di Teseo, Arianna e del Minotauro viene trattato come una macchina narrativa che gira a vuoto, un meccanismo ciclico dove nessuno è innocente e nessuno è davvero eroe. La regia sceglie di stare un passo dopo il racconto, non dentro. I personaggi agiscono sapendo o intuendo che la storia è già stata raccontata mille volte. Per questo mentono, manipolano, accelerano. Non cercano redenzione, cercano un'uscita. Il labirinto non è solo uno spazio fisico ma uno stato mentale: caos, ripetizione, confusione emotiva. Il tono è tragiridicolo: si ride quando non si dovrebbe e subito dopo ci si accorge che la risata era una difesa. La comicità nasce dal contrasto tra la grandezza del mito e la piccolezza umana dei personaggi.
C'è solo il movimento continuo del filo: chi lo perde è spacciato, chi lo segue forse sopravvive, ma non diventa migliore. La regia non accompagna lo spettatore: lo mette nel labirinto. E, come Arianna, lo lascia lì a chiedersi se il problema fosse il mostro.... o la storia stessa.
Informazioni e prevendite: Comune di Falerone 0734 710750, AMAT e circuito vivaticket, biglietteria Teatro Romano 347 6467171 il giorno di spettacolo dalle ore 20. Inizio spettacolo ore 21.30.
