
FERMO– Si è svolto oggi, presso la Casa circondariale di Fermo, il primo incontro dedicato alla presentazione di Se fioriscono le spine, romanzo del professore Glauco Giostra, professore emerito di Procedura penale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università "La Sapienza" di Roma.
All'iniziativa hanno partecipato l'autore, accompagnato dai componenti del Direttivo della Camera Penale di Fermo, la direttrice dell'istituto penitenziario, dottoressa Serena Stoico, e numerosi detenuti.
L'incontro ha segnato l'avvio di un progetto di lettura che prevede la distribuzione, all'interno dell'istituto, di dieci copie del romanzo acquistate e donate dalla Camera Penale di Fermo. I detenuti interessati potranno leggere il libro nei prossimi mesi e partecipare, dopo l'estate, a un nuovo appuntamento con l'autore, durante il quale sarà possibile discutere insieme i temi e le riflessioni suscitati dall'opera.
Ad aprire l'incontro è stata la direttrice, che ha evidenziato il valore culturale e trattamentale dell'iniziativa, sottolineando l'importanza di creare occasioni di lettura, dialogo e confronto all'interno dell'istituto penitenziario.
L'autore ha quindi presentato il romanzo e ne ha illustrato i principali nuclei narrativi. Se fioriscono le spineracconta la vita di persone detenute dentro e fuori dal carcere, attraversando epoche, ambienti ed esperienze differenti. Al centro dell'opera vi sono le relazioni che possono nascere durante la detenzione e, in particolare, l'intensa amicizia tra due uomini uniti non soltanto dalla condivisione degli spazi carcerari, ma anche da un passato segnato dalla sofferenza, dalla solitudine e dalla mancanza di speranza.
Attraverso il racconto delle diverse esistenze dei protagonisti, il romanzo propone un cambiamento del punto di osservazione sul carcere e sulle persone che lo abitano. Una prospettiva che, nelle intenzioni dell'autore, può offrire ai lettori uno stimolo per interrogarsi sul proprio vissuto e sulla possibilità di immaginare un futuro diverso.
Nel corso dell'incontro è intervenuto anche il presidente della Camera Penale di Fermo, avv. Simone Mancini, che ha ricordato la costante attenzione dell'associazione nei confronti della realtà penitenziaria fermana. La donazione dei libri si inserisce infatti in un percorso più ampio, che negli anni ha visto la Camera Penale promuovere numerose iniziative, tra cui la consegna di ventilatori, la realizzazione di un progetto musicale e la distribuzione di kit destinati alle persone appena entrate nell'istituto, che cercano di aprire uno spiraglio di miglioramento nelle condizioni di vita di una struttura che vive oggi una situazione di preoccupante sovraffollamento.
Il progetto avviato a Fermo si inserisce in un'esperienza pilota che coinvolge anche gli istituti penitenziari di Lecce e Napoli-Poggioreale. L'interesse suscitato dall'iniziativa potrebbe condurre alla sua futura istituzionalizzazione e alla riproposizione annuale del percorso su scala nazionale, attraverso la scelta, di volta in volta, di libri o documenti differenti.
Al termine dell'incontro, i partecipanti si sono dati appuntamento ai prossimi mesi, quando l'autore tornerà nel carcere di Fermo per dialogare direttamente con i detenuti che avranno letto il romanzo, raccogliendone osservazioni, domande e riflessioni.
