
ANCONA - «È inaccettabile anche solo l’ipotesi che qualcuno abbia tentato di lucrare sulle difficoltà delle popolazioni terremotate». È duro il commento del commissario straordinario alla ricostruzione del sisma 2016, Guido Castelli, dopo quanto emerso dall’operazione “Ricostruzione”, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Ancona, che ha fatto emergere ipotesi di truffa aggravata, corruzione e infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti pubblici e privati.
Castelli ha espresso «profondo sconcerto» per il quadro delineato dagli investigatori, sottolineando la gravità delle condotte contestate, che, se confermate, rappresenterebbero «un’offesa inaudita alle istituzioni» e alle comunità colpite dal terremoto, ancora impegnate nel percorso per tornare alla normalità.
Il commissario ha ringraziato la magistratura e la Guardia di Finanza per il lavoro investigativo, ribadendo che la ricostruzione non può diventare «terreno di conquista per interessi criminali» né un’occasione di arricchimento illecito a danno di territori già duramente provati.
Castelli ha ricordato le misure di prevenzione previste dal decreto-legge 189 del 2016: dall’Anagrafe antimafia degli esecutori al Durc di congruità, fino al badge di cantiere. A queste si aggiungono l’attività della Struttura di missione antimafia del Ministero dell’Interno, l’alta vigilanza dell’Anac sugli appalti pubblici e il controllo preventivo della Corte dei conti sulle ordinanze commissariali. Nel 2024, inoltre, è stato introdotto il divieto di subappalto a cascata.
Negli ultimi tre anni, ha riferito Castelli, sono state emesse 102 interdittive antimafia e 13 misure di vigilanza collaborativa, strumenti destinati a impedire l’ingresso di imprese sospette nei cantieri della ricostruzione.
Secondo le informazioni diffuse dalla Guardia di Finanza, le indagini avrebbero individuato presunte falsificazioni finalizzate a eludere i controlli preventivi, alterando elementi essenziali per il funzionamento dell’Anagrafe antimafia.
Il commissario ha assicurato di essere in contatto con la Struttura di missione antimafia per valutare ulteriori iniziative a tutela dei cittadini. L’obiettivo, ha concluso, è proteggere le famiglie, garantire la continuità dei lavori e accertare ogni responsabilità nelle sedi competenti, senza compromettere l’attività delle migliaia di imprese e lavoratori onesti impegnati nella rinascita dei territori.
«La legalità non è un ostacolo alla ricostruzione, ma un presupposto perché possa completarsi. Su questo principio non possono esserci arretramenti».
