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Più credito e bandi condivisi, l'assessore Carloni debutta tra scarpe e cappelli. Gli imprenditori: "E' molto preparato"

20 Ottobre 2020

MONTEGRANARO /MONTAPPONE – Prima di prendere il volo per Roma, sponda Parlamento, Mauro Lucentini ha organizzato l’incontro del neo assessore allo Sviluppo economico, Mirco Carloni, con i principali imprenditori del settore calzaturiero, in un’azienda a Montegranaro, e poi con quelli del cappello a Montappone.

Con lui, il collega in consiglio regionale Andrea Putzu e l’ormai prossimo consigliere Marco Marinangeli. Carloni lo aveva anticipato, “la mia prima uscita sarà nel distretto fermano”, ma in pochi credevano che sarebbe successo nel giorno di avvio della legislatura di Acquaroli. “Lo abbiamo prelevato dalla Giunta” sorride Lucentini che dopo la dura conferenza stampa delle associazioni di categoria di dieci giorni fa (LEGGI) non poteva non metterci la faccia

L’assessore ha passato due ore a parlare con i calzaturieri, affiancati per l’occasione anche da altri imprenditori di Confindustria Centro Adriatico guidati dal vicepresidente Melchiorri, con il presidente della Camera di Commercio delle MArche e il direttore del Confidi unico Mariani. “Io sono qui, ma il dato reale è che il Fermano ha tre rappresentanti capaci in Regione e un onorevole. Quindi direi che mai come oggi questa provincia è rappresentata” ribadisce Carloni.

Che ha conquistato gli imprenditori: “Molto preparato e molto attento. Un interlocutore di livello” commentano i calzaturieri. E lo conferma Lucentini: “Non basta avere un assessore, altrimenti l’ospedale sarebbe stato costruito e avremmo la Mare-monti, quello che servono sono persone capaci”. Chiara l’allusione a Cesetti, ex assessore in quota Pd nella giunta Ceriscioli.

Carloni ha fatto il pieno di input, ma ha anche garantito già alcune mosse utili ai due perni della moda locale, scarpe e copricapi. “La prima riguarda il metodo di lavoro. Se si vuole sburocratizzare, il primo modo è coinvolgere chi vive sulla propria pelle la complessità del sistema. Per cui le azioni saranno condivise, lavorerò con il territorio per politiche conformi alle necessità”.

Ma su una cosa è chiaro: “Il sistema che ha fatto le grande, quello di Fuà, ha mostrato tutti i suoi limiti. Per cui dobbiamo ragionare di sistema. L’alto tasso di imprenditorialità della nostra regione ha mostrato il fianco e oggi si sono acuite le differenze sociali. Agiremo per ridurre i gap”.

Come? “Una prima azione riguarderà il credito. Vogliamo lavorare come e più di prima con il Confidi. L’importante è che escano sistemi utili alle Pmi che sono quelle più in difficoltò nell’ottenere il credito”. E poi c’è l’internazionalizzazione: “Le imprese vanno supportate, ma anche strutturate”.

Ancora di più questo nel campo del cappello, come ha ricordato Marzialetti facendo gli onori di casa a Montappone davanti a numerosi sindaci: “Tutti i comuni del distretto sono parte del cratere: crisi su crisi”.

Tema finale di discussione è stata la decontribuzione, quel 30% previsto per il sud del Paese: “Bisogna sfruttare la normativa. Non si possono fare figli e figliastri. Non può essere che la nostra regione sia dimenticata anche nei momenti più complicati”.

Insomma, in poche ore l’assessore alle attività Produttive, che tanto avrebbe voluto il sistema economico fermano, ha fatto il pieno di input: “Sono venuto per ascoltare, nel giro di poche settimane sarà di nuovo qui per pianificare. Nel mentre, dialogo e progetti li valuterò grazie al supporto di Putzu e presto Marinangeli, non appena Lucentini andrà a Roma. Entrambi li ritroverò in commissione sviluppo economico”.

Un buon inizio per il fanese che è anche vicepresidente della Regione: “L’assenza di un assessore pesa nell’idea generale, ma poi contano i fatti. E la serietà di vede dopo il voto, prima è facile promettere. L’assessore è già qui, a poche ore dal primo consiglio regionale (LEGGI). Gli imprenditori possono stare tranquilli, insieme attueremo le politiche più adeguate per cercare di uscire da questa lunga crisi non più locale ma mondiale” concludono Marinangeli, Lucentini e Putzu mandando un messaggio rassicurante a Confindustria, Cna e Confartigianato.

Raffaele Vitali

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