
PETRITOLI - Una tonnellata di canapa, migliaia di piante in fase di essiccazione e macchinari per la lavorazione delle infiorescenze. È quanto hanno trovato i finanzieri del Comando provinciale di Fermo in un capannone a Petritoli, nell'ambito di un'operazione contro i traffici illeciti. L'intera struttura e la sostanza rinvenuta sono state sequestrate, mentre l'imprenditore agricolo che gestiva l'attività è stato segnalato alla Procura della Repubblica.
L'intervento è stato condotto dai militari del Nucleo mobile del Gruppo di Fermo, con il supporto delle unità cinofile antidroga, sulla base degli elementi raccolti durante le attività investigative. Gli accertamenti hanno portato a un fabbricato nel quale era stata trasferita canapa proveniente da un'estesa piantagione individuata in precedenza su un terreno situato in un Comune limitrofo, nella disponibilità di una società agricola.
All'interno del capannone i finanzieri hanno trovato migliaia di piante in fase di essiccazione, cassoni e bidoni contenenti cime e infiorescenze, oltre a sacchi di foglie e scarti di lavorazione. Presenti anche separatori, trituratori e un impianto di umidificazione e ventilazione forzata destinato all'essiccazione, insieme a una bilancia elettrica da banco.



Nel fabbricato erano presenti il rappresentante legale della società e altri sei soggetti, impegnati nella lavorazione della merce. Uno dei lavoratori è risultato completamente in nero.
Secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, alle richieste degli investigatori l'amministratore non avrebbe fornito elementi utili a chiarire la destinazione finale dei prodotti, sia quelli già lavorati sia quelli ancora in fase di lavorazione.
L'intervento ha portato al sequestro dell'intero stabile e della canapa rinvenuta nelle diverse fasi di lavorazione. L'imprenditore agricolo è stato segnalato alla Procura per presunte violazioni della normativa sulla coltivazione e sulla filiera agroindustriale della canapa.
L'operazione rientra nelle attività della Guardia di Finanza nel Fermano per contrastare i traffici illeciti e tutelare la legalità.
