
PESARO – Tutti a Livorno. Questo dice la vittoria di Pesaro su Forlì (85-73)e la contemporanea di Scafati nel derby con Avellino. La Vl dovrà vincere e sperare che Rimini, che ha bisogno dei due punti per entrare direttamente nei play off ed evitare gli insidiosi play in, batta i campani.
LA PARTITA
Qualche minuto per eliminare le tossine del ko con Rieti, poi è tornata la solita Pesaro. Quella che sa girare la palla come nessun altro, rendendo ogni giocatore protagonista. L’unico oggetto misterioso nel primo quarto resta Jazz Johnson, che non fa mai canestro e spesso forza. Molto bene all’inizio Smith, che è l’unico entrato con la giusta attesa: è evidente. Forlì ne approfitta, cavalcando Gaspardo che mangia in testa a Virginio, e fa legna con Stephens.
Nel momento di massima difficoltà, sul 6-14, Leka questa volta non esita e chiama time out. È un minuto efficace. I suoi, trascinati da Tambone e Bucarelli, ritrovano tranquillità. Si aggiungono un arresto e tiro di Trucchetti e una tripla di Bertin, che si fa trovare al posto giusto. Poi è chiaro: avere Bucarelli che lo vede, tra l’altro dopo una stoppata subita, aiuta molto (20-17).
Si fatica, ma farlo davanti a 5.684 spettatori è decisamente più bello. Il pubblico di Pesaro si conferma da Serie A, ma non basta da solo: serve un aiuto da Scafati e da Rimini, che si incroceranno domenica prossima in Romagna. Se Scafati perderà e, in contemporanea, Pesaro vincerà a Livorno, sarà Serie A, altrimenti playoff.
Il secondo quarto resta faticoso per i biancorossi, soprattutto quando coach Martino schiera i due lunghi in contemporanea. Cresce però Jazz Johnson, che non poteva fare di peggio. Il suo 0/4 nei primi dieci minuti diventa un 4/4, con incluse tre triple che fanno la differenza insieme alla solidità di Bertini. Negli occhi resta la schiacciata a due mani di Bertini, frutto di un’azione spettacolare: tuffo di Jazz che da terra serve Trucchetti, che vola in contropiede, si vede chiuso e con abilità serve Bertini che arriva a rimorchio. Al numero 5 non resta che inserire il booster e volare sopra il ferro (31-27).
Pesaro è decisamente superiore, ma serve continuità in difesa, il che significa non farsi segnare in faccia dal 20enne Pinza. Messaggio che Leka ha recapitato a Trucchetti, troppo spesso a mani basse quando difende.
La Victoria Libertas è più concentrata. Soprattutto, Johnson ha capito che non deve forzare, perché poi i tiri buoni li trova e sa fare canestro. L’inizio del terzo quarto lo conferma: due canestri per Jazz e un paio di palle rubate che creano una prima voragine (51-41), frutto di un break di 13-0 a cavallo tra secondo e terzo quarto.
Cresce la regia di Bucarelli, crescono anche i compagni più in difficoltà. Due assist del play permettono a Virginio di muovere il tabellino. Buon segno, perché i compagni cercano il lungo tiratore anche nella giornata con la mano fredda. Nessuno rimane mai escluso nei giochi disegnati da coach Leka, resi possibili dalle letture di Bucarelli.
Meglio anche in difesa i biancorossi, che trovano la chiave per fermare Gaspardo, ma non Aradori che segna spalle a canestro e anche da tre uscendo dai blocchi. Lo fa da vent’anni, non ci si può stupire, ma neppure fermarsi a guardarlo. Perché è così che una partita chiusa resta giocabile negli ultimi dieci minuti, che iniziano con la VL avanti 70-60.
IL FINALE
Chiudere la partita non è semplice, anche perché tutti sanno già che Scafati sta asfaltando Avellino e quindi la Serie A si giocherà domenica 26 aprile. Una tripla di Virginio vale la menzione, perché presa dopo uno schiaccione subito da Stephens. È una bomba che chiude le porte alla rimonta di Forlì, che però continua a crederci dopo il quinto fallo di Bucarelli.
Alla fine, meglio così: un po’ di riposo obbligato per il capitano e minuti “di peso” per Trucchetti in regia. Per fare canestro ci pensa Tambone, insieme alla verve di Jazz, mai così bene in attacco, tolto il primo quarto. Un giorno di riposo, poi tutti in palestra per preparare l’insidiosa trasferta contro Livorno, che però non può migliorare la sua classifica e quindi avrà la testa già ai play in.
Raffaele Vitali
