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Nurkic si carica la Bosnia sulle spalle, l'Italia va ko. Ora la Serbia di Jokic: vietato sbagliare a Pesaro davanti a diecimila spettatori

29 Agosto 2026

PESARO – Ritorno amaro da Tuzla peer la nazionale italiana. La partita di lunedì sera a Pesaro, a questo punto, diventa ancora più importante. il problema è che di fronte, la squadra di coach Luca Banchi avrà Nikola Jokic, senza dubbio uno dei tre giocatori di basket più forti al mondo. E pensando a quanto ha fatto male, in Bosnia, l’immenso Nurkic, più di un dubbio su come gli azzurri potranno fermarlo c’è.

Ma questo spetta coach Luca Banchi che ha visto la sua squadra sciogliersi nel secondo quarto, per poi reagire, affidandosi più all’orgoglio che al bel gioco. Il punto è proprio questo, l’Italia contro queste squadre fisicamente dominanti ha una sola strada: muovere la palla e giocare a basket.

Non c’è riuscita per lunghi minuti contro la Bosnia, pagando soprattutto il momento di defaillance dei piccoli nel secondo quarto, quando tra palle perse e tiri allo scadere non costruiti, la Bosnia ha saputo incrementare il suo vantaggio.

Come spesso accade, quando insegui poi rischi di non essere lucido. Il piano partito degli azzurri doveva essere quello di far correre Nurkic, ma anche questo è fallito, tanto che il canestro decisivo è proprio del lugo degli Utah jazz. Si ricordano però un paio di ottime difese di Melli.

Pochi punti dai leader dell’Italia, deve dare molo di più Thompson, e per un volta impatto meno decisivo per la panchina, che dovrebbe invece fare la differenza. Ci sono stati errori banali da sotto canestro di Tonut, incluso uno 0/2 a pochi secondi dalla fine, e Tessitori che alla fine hanno pesato. E dire che la tripla di Melli peer il 72-73 avrebbe potuto cambiare tutto. Poco male, dai 5mila tifosi caldi di Tuzla, impazziti peer il 78-76 finale, si passa ai diecimila domani di Pesaro, palla a due alle 1930.

“Una partita molto dura, ma lo sapevano. Non è mai facile giocare con una simile intensità a inizio stagione” sentenzia coach Banchi alla fine. ”Eravamo consapevoli di dover pareggiare il loro impatto fisico, il che è stato impegnativo. Purtroppo, dopo un avvio promettente, abbiamo disputato un pessimo secondo quarto, permettendo alla Bosnia di prendere fiducia. Mi è piaciuta molto, invece, la reazione nel secondo tempo. Bravi loro a conquistare diversi secondi tiri che, in fin dei conti, ci sono costati la partita. Il loro impatto sotto canestro è stato probabilmente una delle chiavi della partita, proprio come ci aspettavamo. Abbiamo cercato di fare del nostro meglio ed eravamo tutti ben consapevoli della necessità di compiere uno sforzo extra per limitarli, ma purtroppo non siamo stati abbastanza precisi, reattivi e continui” conclude il coach.

Che ora guarda alla Serbia, che ha gli stessi punti in classifica dell’Italia, due in più della Bosnia, che ora torna in corsa, e quattro in meno della capolista Turchia, che ieri ha passeggiato sui resti della Lituania, e che l’Italia affronterà a novembre.

Raffaele Vitali

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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