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Nuova economia relazionale. Aldo e Ivana: "Ci mancano i mercati". Petrini, mister Slow Food: "Salviamo ristoranti e alimentari"

23 Aprile 2020

di Raffaele Vitali

MORESCO - “L’Italia è fatta di economia di relazione, non è solo quesitone di profitti. Se non lavoriamo sui beni comuni e relazionali, che hanno un valore di moltiplicazione economica, non usciremo da questa situazione. Ristoranti e botteghe sono parte di noi. Inimmaginabile l’Italia senza osterie e alimentari. Torniamo a dare valore alla terra, ai contadini, alla piccola scala. Più mercati diretti. Sollecitare rapporto cittadino-produttore. Basta guerre fratricide, dialoghiamo”. Le parole di Carlo Petrini, l’uomo che ha creato Slow Food, sono dolci per Aldo Fares e Ivana Capriotti, da cinquant’anni volto e mani della Casina della Frutta a Moresco. “Ci mancano i mercati. Per noi sono parte fondamentale dell’attività, non possiamo improvvisamente reinventarci con le consegne a domicilio, il danno da Covid per noi è stato grande”.

Azienda a conduzione familiare, è diventata famosa per la produzione di Kiwi in Valdaso a cui aggiungono verdure di stagione e pesche spalmate in 5 ettari di campi. “È dal 1978 che coltivo i kiwi. All’inizio eravamo in diversi, oggi mi sento un resistente. Una produzione importante che dura mesi, poi il kiwi si può congelare”. La Casina della frutta rientra nel concetto di petrini di rete territoriale. “Noi lavoriamo anche per la grande distribuzione, in particolare con le susine. Ma poi c’è il rapporto con gli altri produttori, ci scambiamo la merce. Se a me mancano le albicocche le chiedo e magari gli do le pesche”.

La catena della solidarietà sarà ancora più importante quando si deciderà di riaprire: “Deve coinvolgere tutto il comparto alimentare. In questo periodo c’è chi guadagna, le grandi catene, perché i ristoranti sono chiusi. E allora qualcosa deve ritornare a questa parte di economia italiana che tiene in piedi socialità e turismo, l’economia di relazione. Servirà mota solidarietà, quella dell’articolo 2 della Costituzione. Non c’è libertà senza solidarietà”.

Per riuscirci servirà anche ripensare il modello di produzione, come ribadisce Stefano Liberti, giornalista d’inchiesta, autore di reportage e libri sul mondo alimentare: “Dobbiamo trasformare il problema in opportunità, riflettere sul modello di produzione, consumo, sviluppo e vita. un modello che ha mostrato i limiti con la pandemia e il cambiamento climatico. Questo stop che abbiamo subito dobbiamo valorizzarlo. Sosteniamo i piccoli, rassereniamo gli animi, facciamo educazione civica”. Tema che richiama anche quanto raccontato qualche giorno fa dai ragazzi di Maivo e di Rasoterra.

Cambio culturale, quello che Liberti immagina anche per le città: “L’ambiente ci ha mandato un monito. Questa pandemia ha un tasso di letalità contenuto, una vera farebbe fuori il 10% della popolazione mondiale. Dobbiamo riflettere subito sulla mobilità. In Cina tutti in auto, aumento del 70% dei veicoli privati dopo la riapertura. Da noi come ci muoviamo? Favoriamo le biciclette. Ridisegniamo le città. Favoriamo la mobilità che fa bene alle persone e fa bene all’ambiente. Ci sono piani in diverse città europee. A Berlino ci sono piste ciclabili d’emergenza, create con la riduzione delle carreggiate. In bici il distanziamento sociale è possibile”.

Che sia la volta buona per il Fermano per credere nelle ciclabili, cominciando da Porto san Giorgio e proseguendo anche per i comuni collinari? La speranza c’è. O forse sarebbe meglio dire la necessità. “La politica – conclude Carlo Petrini - è il vero assente. I buoni comportamenti individuali ci sono, ma qui rischiano di chiudere migliaia di piccole realtà e questo creerà un problema a catena. Ricostruire il senso di comunità non sarà semplice, servirà fantasia fino a che non arriverà il vaccino. Uno va al ristorante per parlare. Per questo non giova la lotta della politica. Saranno tempi duri, serve dialogo. In campagna lo capiscono prima”.

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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