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Marche, la regione di stage e tirocini. Dimezzate le persone che cercano lavoro

24 Novembre 2020

di Francesca Pasquali

MARCHE - Scoraggiati e piegati, prima dalla crisi ora dal Covid, i
marchigiani, a cercare un lavoro, neanche ci provano più. Nella nostra
regione, il numero di chi è alla ricerca di un’occupazione,
quest’anno, si è dimezzato rispetto a quello prima. A giugno 2019
erano 64mila, un anno dopo, secondo l’Osservatorio regionale sul
lavoro, 31mila. A differenza di quanto si potrebbe pensare, il
dimezzamento non è dovuto al fatto che, nel frattempo, tanti abbiamo
trovato un lavoro. È che i marchigiani hanno smesso di cercarlo.
Secondo l’Istat, dall’inizio della pandemia, gli inattivi sono
aumentati del 13%. Un quadro sconfortante, di una comunità in grande
difficoltà, messo in luce dalla Uil Marche giovedì scorso durante il
Consiglio regionale.
«Tra aprile e giugno – ha spiegato la segretaria regionale Claudia
Mazzucchelli – abbiamo perso più di settemila posti di lavoro. Il dato
davvero allarmante è quello dei fuoriusciti dal sistema produttivo.
Dobbiamo combattere quella sorta di rassegnazione che si sta
insinuando nella nostra comunità». «È necessario – ha aggiunto –
rimettere al centro le persone, restituire ai giovani il diritto di
progettarsi il futuro. Bisogna ripensare a un nuovo modello Marche
incentrato sulla qualità del lavoro. Nella nostra regione c’è un
ricorso troppo diffuso di part-time involontari, tirocini, stage,
mentre occorre dare qualità e dignità al lavoro». Da qui, la richiesta
di «un confronto approfondito con la Regione, per toccare argomenti
come welfare, politiche di sviluppo, sostenibilità sociale e
ambientale». Prioritario, ovviamente, il tema della sanità, «che aveva
elementi di criticità già prima della pandemia e che ora stanno
scoppiando». Sanità e lavoro gli snodi essenziali per superare la
crisi. «Usciti dall’emergenza – ha spiegato il segretario confederale
Uil, Domenico Proietti – ci aspetta il compito immane di ricostruire
l’Italia. I dati del Paese, prima di questa seconda ondata, erano tra
i migliori d’Europa e questo significa che abbiamo grandi potenzialità
che vanno esplorate. Dobbiamo ritrovare il valore dello stare insieme,
declinando in maniera nuova i diritti e i doveri».

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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