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Mangialardi incontra la Cna di Fermo: “La Regione deve sostenere coloro che vogliono fare impresa”

16 Luglio 2020

ANCONA - “La crisi da Covid19, che ha colpito le Marche, al pari del resto dell’Italia e gran parte dell’economia mondiale, richiede un progetto strategico per i prossimi cinque anni che rilanci il sistema sociale e produttivo della nostra regione. Sarà un periodo cruciale per il futuro delle Marche. La Regione farà da cabina di regia con la Camera di Commercio e le associazioni di categoria”.
Lo ha detto il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Marche Maurizio Mangialardi, in occasione dell’incontro svolto con la Cna della provincia di Fermo.
“Dobbiamo governare la trasformazione – ha continuato Mangialardi – e favorire la nascita e il consolidamento di nuove imprese. Tra queste le start up e le piccole e medie imprese innovative per le quali è quanto mai urgente mettere in campo soluzioni per la sburocratizzazione delle procedure: la Regione deve sostenere coloro che vogliono fare impresa, perché da lì passa il benessere economico della nostra terra e la possibilità di creare buona occupazione. 
Mangialardi ha poi presentato i principali punti del suo programma per la rinascita dell’economia marchigiana, composta prevalentemente da aziende di piccole e di medie dimensioni, molte delle quali nel settore manifatturiero.
“Le due priorità – ha spiegato il candidato del centrosinistra - sono il potenziamento delle infrastrutture e l’accesso al credito. Per quanto riguarda il primo punto, diciamo subito che il ritardo nel quale si trova la rete delle infrastrutture marchigiane non è più tollerabile. Dobbiamo lavorare su quattro segmenti: l’asse Adriatico, sia per quanto concerne la grande viabilità che la rete ferroviaria, l’asse Adriatico-Tirreno, dai porti ai collegamenti con Roma e Napoli, la pedemontana che connette tutta l’area interna, e l’hub logistico composto dal porto di Ancona, l’Aeroporto di Falconara e l’Interporto di Jesi), fondamentali per l’economia anche delle aree interne. Sappiamo che dall’Europa arriveranno all’Italia 180 miliardi per investimenti infrastrutturali e le Marche avranno risorse per circa un miliardo. Quei soldi dovranno essere utilizzati per realizzare tutte le opere di cui la regione ha bisogno. Una rete di connessione con l’Italia ed il resto del mondo, essenziale per rendere nuovamente competitive le nostre aziende”.
“Per quanto il tema del credito – concluso Mangialardi – è evidente che i Confidi svolgono un ruolo fondamentale per le imprese: favoriscono la liquidità, gli investimenti ed il consolidamento patrimoniale del sistema produttivo. Abbiamo chiaro che il sistema bancario non è sempre disponibile a sostenere le piccole e medie imprese che a volte rinunciano per gli eccessivi costi di analisi e valutazione di merito del credito che devono sostenere. Io ritengo che vada rifinanziata la legge 13 del 2020 per il sostegno delle imprese con il credito diretto e l’abbattimento degli interessi, la legge 20/2003, ovvero il Testo Unico delle Attività Produttive, riportandolo ai 20 milioni di pochi anni fa dai 4 di oggi. Altri interventi riguarderanno il sostegno al microcredito e l’attivazione del Credito di Filiera che, distribuendo i rischi all’interno della filiera produttiva, riduce quello di fallimento di attori strategici virtuosi ma finanziariamente più fragili”.

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