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L'orgoglio della moda: Parigi si ferma, Milano parte con le fiere. In vista del Micam, Di Maio promette: "Risorse certe nei prossimi decreti"

9 Settembre 2020

MILANO – Scalda i motori la Milano della moda. Si è aperta oggi ‘Milano Unica’, il salone del tessile. È la prima fiera che riempie i padiglioni di Rho, che fa tornare espositori e buyer. Una prova generale in vista del Micam e del Mipel che si aprono come sempre insieme il 20 settembre.

All'evento partecipano 207 aziende espositrici, di cui 171 italiane e 36 straniere, da Francia e Portogallo in particolare, che presentano le collezioni di tessuti e accessori dell'alto di gamma per uomo, donna e bambino per la prossima stazione autunno/inverno. Un comparto che vale 118.000 addetti e 8 miliardi di fatturato made in Italy.

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, partecipando all'inaugurazione ha voluto ringraziare "tutte le imprese che hanno avuto il coraggio di ripartire. Essere qui oggi alla prima fiera che riparte in presenza è una grande segnale di speranza, di ripartenza, di un'Italia che è pronta a ripartire sui mercati internazionali e di un Made in Italy tonico, pronto alle sfide del mondo post Covid".

Un settore che ha subito danni incalcolabili dal Covid, lo sanno bene nel fermano dove si teme un autunno caldo, soprattutto se non ripartiranno gli ordini e quindi la produzione. “Abbiamo iniziato a scrivere insieme agli operatori del settore il patto per l'export, oggi ci sono 2 miliardi di euro che riguardano vari settori. Le fiere restano uno dei principali strumenti dell'internazionalizzazione per le nostre imprese e per il nostro Made in Italy, per questo le sosterremo".

Il Micam al momento ha oltre 500 espositori iscritti, quindi più del doppio di ‘Milano Unica’, numeri che fanno capire l’importanza della manifestazione di Assocalzaturifici. “I prossimi provvedimenti economici devono mettere in condizione le fiere di affrontare con le risorse adeguate le sfide del futuro. E di coprire quello che purtroppo hanno perso a causa della pandemia. Questo ha rappresentato degli oneri per il sistema fieristico e noi li supporteremo nel migliore dei modi, anche attraverso le risorse a fondo perduto, che consentirà di coprire una parte degli ammanchi delle fiere" chiarisce Di Maio. 

L'Italia, nonostante il momento di crisi attraversato dal settore, punta sulla moda con ventotto sfilate fisiche e ventiquattro eventi digitali già programmati. Oltre ad alcune delle maison in tournée per il Paese per presentare le loro collezioni. Lo hanno fatto Dolce&Gabbana, scegliendo Firenze per l'Alta Moda. E lo stesso può dirsi di un altro ambasciatore del made in Italy, Renzo Rosso, che in questi giorni è sbarcato a Venezia con una bancarella in piazza San Marco per presentare la linea in edizione limitata di Diesel dedicata alla città. Così come Lavinia Biagiotti, che sarà a Roma il 13 settembre per presentare la sua collezione in piazza del Campidoglio.

Anche nel settore fieristico, Milano è in testa considerando che la parigina Première Vision, il salone internazionale del tessile-abbigliamento-accessori, non si farà.

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