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L'infettivologo Rezza: "Siamo ancora in emergenza. Il calcio? Non sono favorevole alla ripresa. Vaccini? Tempi più rapidi"

13 Aprile 2020

FERMO - Mentre le Marche piangono 15 nuove vittime, nessuna al Murri dove restano ricoverate 68 persone, da Roma arrivano segnali positivi e metodi di approccio al mondo del Coronavirus. In particolare il professor Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell'Istituto Superiore della Sanità, prova a chiarire l’analisi dei dati, sul come leggere i più e meno. “Partendo dal fatto che siamo ancora in fase 1 e che quando saremo in fase 2 dovremo essere bravi a trattare velocemente ogni nuovo caso”.

I TEMPI DEL VIRUS

“Il punto è questo. Dopo il lockdown è partita la conta dei casi e poi la trasmissione continua, ad esempio intradomiciliare, nei condomini e quindi la coda si allunga. Ma soprattutto va tenuto conto del tempo che trascorre tra il momento del contagio e quello della notifica, anche 20 giorni. I ‘2mila nuovi contagi’ in realtà sono nuovi casi, perché è gente che ha incontrato il virus 20 giorni fa”. Non solo: “La mortalità può essere molto ritardata. Magari dopo settimane in terapia intensiva che non tutti superano”.

Contagio, sintomi, diagnosi, ospedalizzazione, guarigione o decesso. Ecco i passi del Coronavirus: “Se la mortalità risulta elevata è perché parliamo di qualcosa che riguarda contagi di settimane fa. In realtà i casi stanno diminuendo”.

BLOCCO DEL CALCIO

Di fronte a questo quadro, diventa difficile immaginare un ritorno alla normalità. Figuriamoci allo Sport e al calcio, come vorrebbe la serie A e come invece non vuole la Fermana. “Da romanista manderei tutto a monte” scherza rezza, poi torna serio: “Il Cts non si è espresso in maniera definitiva. Di certo è uno sport pieno di contatti, con un possibile rischio di trasmissione. Pensare di ripartire con test e analisi ripetuti spesso, non mi pare una grande scelta. Oggi, del resto non se ne parlerà prima di maggio, non darei parere favorevole, e come me il Cts, poi parlerà la politica”.

Sui segnali del virus il professor Rezza aggiunge: “Questo è un virus nuovo, gli effetti che ha sull’ospite non sono del tutto noti. Per ora, nonostante il follow up sia limitato, non si assiste a deficit di organi che restano dopo la guarigione. Le recidive non sono reinfezioni, ma magari tamponi negativi che non certificano la guarigione, ma non è detto che poi il recidivo sia infetto. Per quanto riguarda il coronavirus si parla di anosmia, il non sentire gli odori, e dell’assenza di gusto come segni precoci che non resistono nel tempo”.

I VACCINI

Nel mentre si accelera sui vaccini, con le prime ‘cavie’ umane: “C’è una grande accelerazione, siamo partiti con il ‘pronto per il primo trimestre di inizio anno’ ad arriverà prima. Scienze ha riportato in un articolo i primi cinque vaccini in fase di sperimentazione umana. Un vaccino in studio anche a Pomezia, con un sistema vettoriale” conclude il professore affiancando il capo della Protezione civile Angelo Borrelli che ha dato i numeri di giornata: 566 persone morte, 176 nuovi ricoverati, ma anche 83 pazienti in meno in terapia intensiva.

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