
FERMO – L'ingresso sul palco è da vera pop star. Mani alzate a salutare il pubblico, avvolto nell'ermellino d'ordinanza. Il rettore Enrico Quagliarini è pronto per la cerimonia delle Lauree in Piazza, la prima da rettore a Fermo, la città dove dieci anni fa è nata questa iniziativa, oggi estesa a tutte le sedi dell'Università Politecnica delle Marche.
La cerimonia è fissata per le 19, ma già dalle 17 chi può si assicura uno dei preziosi posti a sedere per assistere all'evento. Ci sono genitori, amici, ma soprattutto tantissimi nonni e nonne. È una vera festa di piazza, qualcosa di "intenso, unico, magico", come lo definiscono gli emozionatissimi laureandi, tutti elegantissimi.
Ad aprire la cerimonia è naturalmente il rettore. “Ogni laurea per noi significa rinnovarci. Chi si laurea non lascia l'Università, ma ne diventa un ambasciatore. Così la Politecnica vive nel mondo, uscendo dagli edifici e dai laboratori: vive nelle persone che forma”.
La Laurea in Piazza è una festa autentica dal 2016. “Non è una semplice cerimonia, ma un abbraccio degli studenti alla città che li ha accolti, accompagnati e sostenuti. È un abbraccio rivolto anche a tutti voi. Sento la responsabilità di questo ruolo, ma soprattutto sento fiducia in voi, nel vostro futuro e in ciò che saprete costruire”.
Gli piace Fermo e ci investirà. “Una città che custodisce cultura e una vivace capacità imprenditoriale. Un luogo in cui la bellezza del patrimonio storico convive con l'ingegno di chi innova, crea e produce. Le lauree in Piazza del Popolo rappresentano il punto d'incontro tra conoscenza e futuro, tra sapere e fare, tra radici profonde e sguardo rivolto in avanti”.
Si rivolge poi agli studenti: “Questa città vi parla con il linguaggio della responsabilità e dell'intraprendenza. Vi ricorda che il talento va coltivato e messo al servizio della comunità e che Università e territorio crescono quando camminano insieme. Famiglie incluse: avete creduto nelle vostre figlie e nei vostri figli anche quando loro facevano fatica a farlo. Oggi potete esserne orgogliosi”.
Il mondo ha bisogno di competenza, capacità critica, umanità e anche di un pizzico di incoscienza, ribadisce. “Non smettete di studiare e di cercare soluzioni che tengano insieme innovazione e giustizia, sviluppo e rispetto delle persone. E non dimenticate mai il legame con questa città e con questa Università, perché le radici non trattengono, ma nutrono. Vi auguro che le vostre scelte siano sempre dettate dal coraggio e mai dalla paura. Buon cammino”.
Alberto Maria Scarfini, sindaco di Fermo
“Buonasera ai nostri ragazzi. Chi studia a Fermo, per me è un fermano. In dieci anni abbiamo celebrato 1.200 laureati e oggi contiamo circa 900 iscritti. È un rapporto che continua a crescere con la Politecnica: un rapporto solido, vincente ed efficace. Per noi rappresenta un valore aggiunto e continueremo a crederci. Investiremo negli spazi che l'Università merita. Grazie al rettore per una programmazione efficace che potrà aprire nuove opportunità per Fermo” ha sottolineato ringraziando anche le tante autorità presenti, dal prefetto al questore, dall’assessore regionale Calcinaro al dg Grinta fino ai evertici di Fondazione Carifermo e istituzioni locali civili e militari.
Sara Padula, portavoce dei neolaureati
“Quando abbiamo iniziato avevamo sogni e timori. Oggi vorrei tranquillizzare tutti: Fermo non è stata soltanto una città in cui studiare, è diventata casa. Mi sono sentita accolta. È stata un luogo in cui crescere, costruire legami e affrontare anche i momenti più difficili. Per me, e spero anche per voi, l'università non è solo un luogo di studio e di esami, ma di crescita e di scoperta, umana e accademica”.
Certo, non sono mancate le difficoltà: “Ma abbiamo imparato che ogni difficoltà può diventare un'opportunità e che non si impara soltanto sui libri. Il confronto con gli altri e con il mondo ci arricchisce. Siamo pronti ad affrontare il futuro con spirito critico ed empatia. Un sincero grazie ai docenti, che ci hanno guidato con competenza e passione, al personale dell'Ateneo e alle nostre famiglie”.
Ascoltano i colleghi di ingegneri e di infermieristica, tra questi anche la caposala del Murri, Emanuela Callarà, a conferma che non si deve mai smettere di studiare. “Questa laurea non è un punto d'arrivo, ma l'inizio di un nuovo cammino. La competenza è importante, ma la strada della conoscenza non termina qui” è il messaggio finale di Padula che tutti si portano nel cuore.
Ed ecco i neo laureati
Ingegneria Gestionale (LM-31): Giorgia Alessi, Marianna Altobella, Ludovico Angeli, Umberto Bisignani, Valeria Calvarese, Donatella Caracciolo, Ilaria Carfagna, Matilde Casali, Matteo Ciarrocchi, Christian Di Gregorio, Paolo Di Matteo, Simone D'Isidoro, Claudia Ferrara, Francesco Lillini, Alessandra Marrano, Elena Olivieri, Alice Semola, Giorgia Toro, Chiara Viviani, Alessandro Zallocco, Matteo Zigrossi.
Ingegneria Gestionale (L-9 e L-8): Emanuele Battistini, Giorgio Canaletti, Alessio Catalano, Riccardo Cifola, Rebecca D'Adamo, Claudia Damiani, Roberto D'Angelo, Francesco D'Auria, Elisabetta Erminda Del Papa, Serena Di Giulio, Filippo Di Pasqua, Lorenzo Di Stante, Francesca Evangelista, Leonardo Felici, Gaia Ferretti, Davide Pio Lavista, Beatrice Leonori, Iria Maria Teresa Lomma, Nicola Longo, Carlo Massimini, Matteo Miccoli, Diego Migliore, Elisa Ndoci, Yetga Berthol Nyonse, Sara Padula, Emanuele Palmieri, Giulia Paolini, Alessandro Pazzaglia, Beatrice Pendenza, Sofia Piccinini, Giada Ricciotti, Riccardo Ripanti, Laura Salvatori, Filippo Turilli, Chiara Ubaldi, Daniele Ucci, Andrea Vallorani, Sofia Virtù.
Scienze Infermieristiche e Ostetriche (Laurea Magistrale): Emanuela Callarà, Martina Ciuccarelli, Rebecca Concetti, Monica Fagioli, Iamyla Gaspari, Matteo Leone, Alessia Moro, Alessandro Pallotti, Cinzia Petetta, Marco Piattoni, Giulia Pistelli, Gessica Riccetti, Ludovica Ripa, Simone Romanelli, Verdiana Splendiani, Cristina Tarulli, Sofia Valentini.
r.vit.













