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Inchiesta sulla ricostruzione post sisma: per la direzione antimafia di Ancona ci sono legami con la camorra

22 Ottobre 2026

MACERATA – Un vero e proprio terremoto giudiziario colpisce la ricostruzione post sisma. Ci sarebbero una serie di imprese vicine alla 'ndrangheta che drenavano denaro da un sistema da 8 milioni di fatture false grazie a un imprenditore insediato da tanti anni nell’anconetano.

Secondo la DDA di Ancona, che ha coordinato l’inchiesta della Guardia di finanza di Macerata, ci sarebbero ditte vicine al clan di camorra guidato da Michele Zagaria, abili a inserirsi grazie a subappalti ricevuti un imprenditore maceratese considerato la 'cerniera’ per profitti rispettivi di 18 e 39 milioni.

L’inchiesta ha portato a otto arresti, sequestri per 57 milioni e 51 persone indagate per reati tra i quali la corruzione e la truffa aggravata dall'agevolazione di organizzazioni mafiose per erogazioni pubbliche.

Da questo contesto, di infiltrazione criminale di alcuni cantieri post terremoto, è emerso un terzo filone relativo a quello che la Dda definisce un “comitato d’affari” che avrebbe creato, a livello politico, con l'ex capo di gabinetto di Acquaroli che è tra gli arrestati, e universitario, “una struttura stabile d'intermediazione illecita negli appalti capace di sfruttare relazioni qualificate con pubblici ufficiali e centri decisionali per orientare gare, finanziamenti e ottenere utilità economiche”.

Da tutto ciò, per l'accusa, il politico regionale avrebbe ottenuto circa 105mila euro tra cui 60mila euro in contanti e 45mila euro per lavori di ristrutturazione in immobili. “La gravità delle contestazioni emerse nell'operazione 'Ricostruzione', condotta dalla Guardia di Finanza sugli appalti del cratere sismico marchigiano, pur con presunzione d'innocenza, impone di chiarire eventuali connivenze tra affari e potere politico" commentano Augusto Curti e Irene Manzi, parlamentari del Pd. "Il coinvolgimento di figure di Fratelli d'Italia che hanno rivestito incarichi apicali esige una riflessione circa l'azione amministrativa. A dieci anni dal sisma, con famiglie ancora nelle SAE e cantieri che procedono a rilento, l'eventuale utilizzo dei fondi per alimentare un sistema malavitoso costituirebbe un grave insulto per le comunità terremotate”.

Rivendicano emendamenti presentati “per rafforzare la trasparenza, alcuni anche sulla base delle indicazioni Anac. Occorre infatti difendere i cittadini e le imprese sane, rendendo più incisivi i controlli lungo la filiera degli appalti. Questa vicenda dimostra che è giunto il momento di tornare, con serietà, alle priorità della ricostruzione e dichiarare finalmente conclusa la stagione della propaganda. Chiediamo ai vertici regionali e nazionali di fare urgentemente chiarezza, adottando peraltro ogni misura necessaria a garantire la continuità dei lavori" concludono Manzi e Curti.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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