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Il premier Draghi detta la linea: “Scuole aperte dopo Pasqua. Regioni, vaccinate prima i fragili”

24 Marzo 2021

FERMO – Fino a oggi non ha parlato spesso, ma quando lo ha fatto è andato dritto al punto il premier Mario Draghi.

"Mentre la campagna vaccinale procede è bene pensare di pianificare le riaperture. Se la situazione epidemiologica lo permette cominceremo a riaprire la scuola in primis e almeno le scuole primarie e dell'infanzia anche nelle zone rosse allo scadere delle attuali restrizioni, e quindi speriamo subito dopo Pasqua", lo ha annunciato stamattina in Senato il premier Mario Draghi e le sue parole sono state salutate da un applauso dell'aula.

"Il 26 marzo 2020 -  ha aggiunto Draghi - il Consiglio Europeo riconosceva la pandemia di Covid 19 come una sfida senza precedenti per l'Europa. A un anno di distanza, dobbiamo fare tutto il possibile per una piena e rapida soluzione della crisi sanitaria. Sappiamo come farlo: abbiamo quattro vaccini sicuri ed efficaci. Tre sono già in via di somministrazione, mentre un quarto, quello di Johnson & Johnson, sarà disponibile da aprile. Ora il nostro obiettivo comune deve essere ora quello di vaccinare più persone possibile, nel più breve tempo possibile". 

"Voglio trasmettere un messaggio di fiducia a voi, e a tutti gli italiani - ha aggiunto il premier in aula -. Ho ripetuto in queste settimane che il Governo è determinato a portare avanti la campagna vaccinale con la massima intensità. E siamo già all'opera per compensare i ritardi di questi mesi. Dobbiamo farlo per la salute dei cittadini, per l'istruzione dei nostri figli, e per la ripresa dell'economia".

"Il nostro obiettivo è portare presto il ritmo delle somministrazioni a mezzo milione di dosi al giorno”. Draghi ha sottolineato la necessità di un'accelerazione nella campagna vaccinale che però ha detto "è già visibile nei dati". Nelle prime settimane di marzo le somministrazioni a livello nazionale sono state "più del doppio" dei due mesi precedenti, ha rimarcato Draghi. 

"La salute pubblica globale - ha proseguito - richiede un impegno comune da parte di tutti i principali attori internazionali, nei confronti dei Paesi più vulnerabili. D'altronde, con un virus così insidioso, nessuno sarà davvero al sicuro finché non lo saremo tutti".

Duro con le Regioni: "Sui vaccini le regioni devono attenersi alle priorità indicate dal ministero della Salute. Alcune hanno infatti trascurato i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità contrattuali". Draghi ricorda che andare spediti con le vaccinazioni è cruciale.

"Ma è cruciale vaccinare prima i nostri concittadini anziani e fragili, che più hanno da temere per le conseguenze del virus", dice il premier che sottolinea "gli importanti risultati" ottenuti dal governo: "L'86% degli ospiti nelle residenze sanitarie assistenziali ha già ricevuto una dose di vaccino e oltre due terzi ha completato il ciclo vaccinale.

Un recente studio dell'Istituto Superiore di Sanità ha stimato che il numero di nuovi casi di Covid-19 diagnosticati nelle Rsa tra fine febbraio e inizio marzo è  rimasto sostanzialmente stabile, a fronte di un chiaro aumento dell'incidenza nella popolazione generale".

Poi un accenno al mondo del lavoro e ai giovani, temi che stanno molto a cuore al premier. "I giovani e l'occupazione giovanile: questo è al centro del futuro dell'Europa. Per questo appuntamento - ha affermato riferendosi alla Conferenza sul Futuro dell'Europa che prenderà il via il 9 maggio - sollecitiamo la partecipazione attiva di tutti i cittadini europei e dei parlamenti nazionali. L'uscita dalla pandemia rappresenta la principale sfida di tutti i governi europei, ma non è l'unica. E noi abbiamo ora un atteggiamento di coloro che spronano gli altri partner e sono essi stessi consapevoli della necessità di agire urgentemente, con efficacia, senza perdere un attimo".

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