
AMANDOLA – Un fine settimana con i sentieri pieni, oltre 500 atleti al via e più di mille persone complessivamente arrivate ad Amandola tra corridori, camminatori, familiari e accompagnatori. Il Fessura Ultratrail GSR ha trasformato per due giorni i Monti Sibillini in un grande campo di gara, ma soprattutto in un’occasione per far conoscere una montagna ancora poco frequentata dal pubblico del trail.
Si è chiusa la prima edizione, definita “Edizione Zero”, con numeri che hanno già dato alla manifestazione una dimensione importante. Un progetto nato dal brand Fessura, guidato da Andrea Vecchiola, insieme con il Comune di Amandola, Parco nazionale dei Monti Sibillini, Cai di Amandola, Soccorso alpino, Total Training, Space Running e Trail Adventure Marche.
La sfida sul Grande Anello
Il debutto, vero e proprio, c’è stato sabato con la prova del Grande Anello dei Sibillini: 124 chilometri e 5mila metri di dislivello, affrontati da cinque atleti per testare il percorso in vista della futura gara regina del progetto.
Domenica il programma è entrato nel vivo con le tre competizioni sulle distanze di 35, 21 e 12 chilometri, oltre alla camminata da 4 chilometri pensata per famiglie e appassionati. Nella VTR 35 vittorie per Christian Marini del Team Fessura in 3 ore e 7 minuti e Manuela Rinaldi di Never Stop Runners in 4 ore e 14. Nella SBL 21 successi di Marco Brutti del Team Fessura in 1 ora e 42 e Asia Lanuti di Gubbio Runners in 2 ore e 2. Nella PLT 12 si sono imposti Stefano Massimi in 50 minuti e Benedetta Pompei in 58 minuti, entrambi del Team Fessura.
“Vogliamo raccontare questa montagna”
Dietro la gara c’è l’idea di utilizzare lo sport per portare persone in un territorio che, secondo gli organizzatori, non è ancora sufficientemente conosciuto fuori regione. Biglietto da visita sono state anche, durante il convegno di apertura, le coppe maritate servite calde in piazza.
“Vogliamo realizzare un sogno: portare l’ultratrail nelle Marche, in particolare nel Fermano – spiega Andrea Vecchiola, founder di Fessura –. Qualche anno fa sarebbe sembrato assurdo organizzare un evento del genere qui, ma ci abbiamo creduto. Il sindaco di Amandola ci ha aperto le porte della città e oggi siamo qui con tre distanze e una grande sfida”.
La scelta dei Sibillini, spiega Vecchiola, nasce proprio dalla volontà di mostrare la qualità dei paesaggi, apprezzata anche dalla leggenda del trail, Marco Olmo (leggi). “Ci siamo accorti della bellezza di questi territori e della poca consapevolezza, da parte di chi arriva da fuori regione, di quello che offre questa montagna. Vogliamo far conoscere i paesaggi e valorizzare un territorio montano che rischia di essere lasciato indietro”.
Marco Olmo corre ad Amandola
A dare ulteriore visibilità all’appuntamento è stata la presenza di Marco Olmo, leggenda dell’ultratrail italiano e due volte vincitore dell’UTMB Mont Blanc. Prima il talk insieme a Gilberto Zorat, poi la partecipazione alla 12 chilometri.



“Olmo è il numero uno del trail italiano – racconta Vecchiola –. Lo abbiamo conosciuto quando abbiamo iniziato il nostro percorso nel mondo del trail. Gli avevo già raccontato che avevamo l’ambizione di organizzare una nostra gara e quando abbiamo iniziato a concretizzare il progetto l’ho chiamato. Ha accettato subito”.
Amandola punta sulla montagna
Il sindaco Adolfo Marinangeli parla di un risultato andato oltre le previsioni iniziali. “Avevamo pensato a questa manifestazione come a un’Edizione Zero, una prima esperienza. Ci siamo invece ritrovati di fronte a un evento di grande livello, con oltre 500 atleti e più di mille persone complessivamente presenti tra partecipanti, camminatori, familiari e accompagnatori”.
Per Marinangeli, l’obiettivo è più ampio della singola competizione. «Quando abbiamo pensato a questa iniziativa, immaginavamo Amandola come un polo centrale dei Sibillini e del Parco, che sta crescendo progressivamente. Il Fessura Ultratrail è un’occasione concreta per far conoscere il nostro borgo e le nostre montagne attraverso lo sport”.
E il ringraziamento va anche al Parco. “Il presidente e il direttore ci hanno dato un grande aiuto e hanno compiuto uno sforzo importante per permettere questa manifestazione”.
La collaborazione con il Parco e il Cai
Proprio la collaborazione tra istituzioni è uno degli elementi sottolineati dal presidente del Parco nazionale dei Monti Sibillini, Corrado Perugini, affiancato dalla direttrice Talamé.
“Siamo orgogliosi che Amandola abbia organizzato un evento di questo genere. Il nostro obiettivo è sempre quello di promuovere il territorio. La tutela dell’ambiente e la valorizzazione del territorio sono due aspetti della stessa medaglia e devono crescere insieme”.
Perugini indica nel confronto tra enti la strada per rendere possibili iniziative di questo tipo. “L’Ente Parco, i Comuni e tutti gli amministratori devono instaurare un dialogo e creare tavoli di confronto. È attraverso la collaborazione che riusciamo a organizzare manifestazioni come questa”.
Una collaborazione che riguarda anche la rete escursionistica. “Abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa con il Cai proprio per valorizzare i nostri sentieri. Stiamo lavorando per migliorarli sempre di più, con interventi specifici e mirati”.
Non solo agonismo
Attorno alle gare si è sviluppata anche una dimensione più ampia, con camminate, famiglie e associazioni. Tra queste Anffas Sibillini Aps, presente con uno spazio dedicato ai prodotti realizzati dai ragazzi. Fessura ha inoltre destinato una donazione di 10mila euro all’associazione per la realizzazione di un pozzo presso la sua tenuta, a sostegno delle attività ludico-ricreative.
“Questa vuole essere una gara inclusiva, capace di coinvolgere anche le famiglie e le associazioni – sottolinea Vecchiola –. È un aspetto che rientra nel progetto di co-marketing che vogliamo sviluppare attraverso la nostra attività”.
L’Edizione Zero diventa un punto di partenza
Il primo test è dunque archiviato. La manifestazione ha portato persone, atleti e attenzione sui Sibillini e ora gli organizzatori guardano già alla prossima edizione, con l’ambizione di trasformare il GSR in una competizione capace di attirare partecipanti anche dall’estero. “Siamo molto soddisfatti di questa prima edizione e siamo già al lavoro sulla prossima. Abbiamo messo insieme - conclude Vecchiola - sport, promozione e territorio, con Amandola che prova a ritagliarsi un ruolo sempre più centrale nella scoperta dei Sibillini attraverso il trail. Sono certo che insieme con la regione Marche potremo attirare corridori e appassionati da tutto il mondo. Quello che posso già dire è che il prossimo anno avremo tre giorni di gare”. La sfida di Vecchiola è appena agli inizi.
r.vit.
