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I dubbi di Andrea Morroni: con la fusione Solgas-Astea, Fermo ha scommesso il proprio futuro. Garanzie non sufficienti

27 Settembre 2026

FERMO - La perdita del controllo della società, le prospettive di crescita di Astea Energia e gli utili che arriveranno al Comune. Il consigliere comunale Andera Morroni, dando veloce al gruppo ‘La città che vogliamo’, solleva interrogativi sulla convenienza dell'operazione, promossa invece dall'ex sindaco Calcinaro, e avverte: “Se le promesse non si realizzeranno, per Fermo non ci sarà una Solgas a cui tornare».

La fusione di Solgas in Astea Energia segna un cambio di prospettiva per il Comune di Fermo. Dalla maggioranza di una società controllata direttamente al 5% di una realtà più grande, inserita nel Gruppo SGR. Una scelta che, secondo Andrea Morroni, apre una serie di interrogativi sulla convenienza economica dell'operazione, sulla capacità di Astea di crescere nel mercato dell'energia e sulla quota di utili che potrà effettivamente arrivare nelle casse comunali.

“La crescita di Astea nelle Marche è passata attraverso l'acquisizione di società e portafogli di clienti già esistenti. Prima San Giorgio Energie, ora Solgas. È stata una strategia efficace, ma non può essere considerata inesauribile. Acquisire i clienti di una società già operativa è una cosa, conquistarli uno per uno in un mercato aperto alla concorrenza è un'altra. Nel 2024 Astea Energia aveva ricavi per 96,5 milioni di euro. Nel 2025 sono saliti a 127,9 milioni, ma una parte dell'incremento deriva dall'incorporazione di San Giorgio Energie. Non possiamo quindi proiettare automaticamente questi risultati negli anni futuri” chiarisce.

Il Gruppo SGR ha annunciato investimenti importanti. Non potrebbero rappresentare un vantaggio anche per Astea?

“Potrebbero, ma bisogna distinguere gli investimenti complessivi del gruppo da quelli che potranno migliorare concretamente la posizione di Astea nella vendita di elettricità. Estra ha previsto circa 502 milioni di euro di investimenti nelle rinnovabili entro il 2029, mentre il Gruppo SGR ha indicato un piano di circa 130 milioni per il biometano e attività nel fotovoltaico. La domanda è: quali benefici resteranno ad Astea e quali andranno alle altre società del gruppo?”.

Un altro elemento riguarda gli investimenti in crediti fiscali legati ai bonus edilizi. Quali perplessità?

“Al 31 dicembre 2025 Astea aveva in portafoglio crediti fiscali Ecobonus e Superbonus per un valore nominale di circa 38 milioni di euro. La società ha registrato quasi 3 milioni di euro di proventi finanziari lordi, principalmente collegati a questa attività. È una scelta che pone un problema di priorità: quali investimenti potranno garantire ad Astea una maggiore capacità di competere nella vendita di elettricità? E quanto potrà beneficiare degli investimenti del gruppo nella produzione di energia?”.

Come può crescere Astea?

“Dopo le acquisizioni già realizzate, non si intravede un nuovo portafoglio di società pubbliche da acquisire sul quale fondare un piano di crescita. Astea dovrà quindi crescere organicamente, conquistando i clienti dei concorrenti, convincendoli con offerte competitive e riuscendo a trattenerli nel tempo. È una sfida molto diversa rispetto all'aumento dei ricavi attraverso l'incorporazione di una società già operativa”.

C'è anche il rischio che un domani Astea possa essere acquisita da un gruppo più grande?

“Non si può escludere. Astea fa parte di un'organizzazione nella quale la controllante fornisce energia e numerosi servizi, mentre la holding ne indirizza la gestione. In un simile contesto, un'operazione di acquisizione da parte di un gruppo più grande è uno scenario da considerare. Fermo rischierebbe allora di perdere anche il rapporto diretto con quel partner industriale che, secondo quanto raccontato in Consiglio comunale, aiutò Solgas durante la crisi energetica”.

Il sindaco Scarfini ha presentato la fusione come una strada verso il futuro. Qual è il rischio per Fermo?

“Che il Comune abbia rinunciato al controllo di Solgas senza avere garanzie sufficienti sulla crescita futura di Astea, sui vantaggi che la società riceverà dagli investimenti del gruppo e sugli utili che arriveranno effettivamente nelle casse comunali. Tutto questo è ancora da dimostrare. Se le promesse non si realizzeranno, per Fermo non ci sarà una Solgas a cui tornare. È questo il senso del “cul de sac” in cui, a mio giudizio, la città rischia di trovarsi”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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