
FERMO – L’ultima foto relativa alla Solgas, fu un selfie scattato dall’allora sindaco Paolo Calcinaro all’apertura dei nuovi uffici a Campiglione. Ed è proprio l’assessore alla Sanità a intervenire sulla scelta dell’amministrazione Scarfini di cedere le quote comunali della partecipata ad Astea.
“Per capire, bisogna partire dal passato” esordisce Calcinaro. “Nel 2016, quando cci fondemmo con un grande gruppo, inevitabili le polemiche di una grande parte dell’opposizione. Dopo 10 anni, l’utile è passato da 200 a 400mila euro, pur con la metà delle quote”.
E questo, ricorda Calcinaro, mantenendo anche le sponsorizzazioni sul territorio. “Stando in un grande gruppo si ha la forza di acquistare a minor prezzo la materia prima, di abbattere i costi di spese fisse aziendali quali software, stampa, spedizioni e soprattutto di entrare anche nella vendita dell'energia elettrica che prima neanche sfiorava”.
Ora, il nuovo passo. “Con la fusione in Astea, i vantaggi saranno ancora più evidenti per il bilancio comunale. Scelta fatta già da molte aziende di comuni del nostro territorio proprio per questo motivo”. Di una cosa è poi convinto Calcinaro: “Se la Solgas fosse rimasta sola, non avrebbe retto allo shock energetico provocato dalla guerra in Ucraina. Ancora meno oggi di fronte a simili scossoni”.
L’ultimo messaggio è per i critici: “Dietro agli slogan servono numeri, ragionamenti e conoscenze del percorso passato. E bene ha fatto l'amministrazione a chiudere questa partita in maniera molto più tempestiva di quando ho potuto amministrare io”.
