
URBINO – Confini da superare, identità da mettere in dialogo e nuove prospettive per leggere la realtà. È entrata nel vivo la XIV edizione del Festival del Giornalismo Culturale, dedicata quest’anno a "Confini: le frontiere del Giornalismo Culturale", che ha richiamato un pubblico numeroso a Urbino, tra paesaggio, religioni, arte e matematica.
"I confini sono una menzogna"
Ad aprire il confronto, dopo l'anteprima feramana, il panel "Sconfinamenti. Sul Paesaggio come progetto", con le professioniste del paesaggio Anna Lambertini, Antonella Melone e Saša Dobričić.
"I confini sono una menzogna. Sono costruzioni artificiali di chi li disegna", è stata la riflessione al centro dell’incontro. Per Dobričić, architetta e docente all’Università di Nova Gorica, il confine non è necessariamente una barriera, ma uno spazio in cui la vita prolifera e si sviluppano relazioni tra gli elementi dell’ecosistema. Una costruzione umana e sociale che può irrigidirsi per difendere interessi e rappresentazioni stabiliti dai centri del potere politico e amministrativo.
Dalle religioni al dialogo
Venerdì 9 ottobre la giornata si è aperta con il tradizionale quiz dedicato a "La Cripta dei Cappuccini" di Joseph Roth, con il presidente del Festival Piero Dorfles e gli studenti degli istituti superiori di Urbino, accompagnati dal conduttore Alvin Crescini.
Nel pomeriggio, il confronto si è concentrato su "Islam, cristianesimo ed ebraismo: le tre grandi religioni monoteiste".
La storica Anna Foa, l’imam Yahya Sergio Yahe Pallavicini, vicepresidente della Comunità religiosa islamica italiana, e i monsignori Antonello Mura e Sandro Salvucci, rispettivamente presidente della Conferenza episcopale sarda e arcivescovo di Pesaro e Urbino, hanno affrontato il tema delle divisioni identitarie e della necessità di rilanciare il dialogo tra le fedi.
A guidare il dibattito l’editorialista di Avvenire Alessandro Zaccuri. Salvucci ha sottolineato soprattutto la mancanza di mediatori, "persone che hanno la capacità di mettersi in mezzo e di far incontrare le persone".
La meraviglia e i confini della matematica
Spazio anche all’arte, con Caterina Volpi, docente di Storia dell’arte alla Sapienza, Stefano Bucci, già responsabile della sezione arte e architettura della "Lettura" del Corriere della Sera, e Lara Crinò, della redazione Cultura e Robinson di Repubblica. Al centro, la "meraviglia" come punto di partenza per interrogarsi su confini che non sono dati naturali, ma costruzioni culturali.
La giornata si è conclusa nella Sala del Trono di Palazzo Ducale con "I confini della matematica". Simonetta Di Sieno, Gian Italo Bischi e Gilberto Bini hanno accompagnato il pubblico in un viaggio tra numeri e geometria, ampliando ulteriormente le prospettive di un Festival che invita a ripensare le frontiere del sapere e dell'informazione.
