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Fermo, l'orrore della storia nelle parole di Giuliana Vannini: così l'8 settembre portarono via mia mamma

9 Ottobre 2026

FERMO - Ogni volta che racconta la sua storia, Giuliana Vannini torna ad avere quattro anni, a dormire abbracciata alla sua mamma, come quella notte dell’8 ottobre 1943.

 Ogni anno torna in via Perpenti Giuliana, al numero 16 viveva con la madre Grete Schattner che era ebrea e quella notte è stata presa da due militi italiani ed è stata deportata ad Auschwitz da dove non è tornata. Torna a soffrire Giuliana ma racconta ai ragazzi del liceo delle scienze umane il dolore di perdere la mamma, la paura di una notte terribile, la fatica di ricordare il momento in cui è passata dal calore di un abbraccio alla solitudine più nera.

Grete è stata prima al campo di prigionia di Servigliano, trasferita a Fossoli per poi finire nel luogo in cui si fabbricava la morte, un campo di concentramento da cui non si poteva tornare. Un silenzio enorme è quello che i ragazzi hanno dedicato a Giuliana, l’idea che una giovane donna potesse essere imprigionata e poi uccisa solo per il fatto di essere nata ebrea ha colpito gli studenti che hanno lavorato con gli insegnanti alla storia di Grete e hanno cominciato così a ragionare su un mondo che non lasci spazio al razzismo, alla crudeltà e all’esclusione.

Concetti poi ribaditi dal prefetto, Edoardo D’Alascio, che ha sottolineato la sua riconoscenza nei confronti di Giuliana, della Casa della memoria di Servigliano, alla presenza del sindaco Rotoni, per la volontà di portare avanti con forza il ricordo dei prigionieri e dei deportati di quegli anni terribili.

Giuliana ha ricordato che da anni si attende la sistemazione di una pietra di inciampo al numero 16 di via Perpenti, per tenere in vita in qualche modo mamma Grete, per ricordare l’orrore di una storia che non si deve ripetere più. L’assessore alla cultura Micol Lanzidei ha sottolineato che è volontà dell’amministrazione procedere con la sistemazione della pietra di fronte alla casa di Grete, da inaugurare in occasione della giornata della memoria, il 27 gennaio, proprio per tenere vivo il ricordo delle vite spezzate dall’orrore nazifascista.

All’incontro era presente anche il presidente del Consiglio comunale, Giulio Cesare Pascali, i vertici delle forze dell’ordine e tanti giovani con gli occhi attenti, pronti ad abbracciare Giuliana, provata dalla testimonianza che ogni anno porta e che diventa oggi più urgente che mai.

Giuliana si è ricostruita una vita, su quella ferita originaria, ha avuto tre figli, con lei c’erano Alessandra e Michele, la sua storia è stata raccontata da Paolo Giunta La Spada in un libro commovente e importante, strumento di approfondimento e di dialogo, per non dimenticare.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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