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Grand Tour, il modello Tipicità conquista Università e Regione: "Fare di ogni campanile una risorsa comune"

3 Giugno 2021

di Raffaele Vitali

Ci sono tanti modi per descrivere il Gran Tour delle Marche organizzato da Tipicità, il festival del bello e buono che da anni porta ogni eccellenza regionale in giro per il mondo. Ma ancor prima di varcare i confini, l’obiettivo è far conoscere agli stessi marchigiani il potenziale della propria regione.

“Una formula che piace e infatti cresce. un format che ha permesso nel 2020 di non sparire dalla scena, di prepararsi e tenere vivo l’appeal del territorio” spiega Angelo Serri che di Tipicità è fondatore insieme con Alberto Monachesi. Nel 2021 c’è il salto di qualità: il tour parte e non finisce mai grazie al format phygital, che per il fermano significa i due appuntamenti di agosto, 8 e 10, tra Monte Rinaldo e Porto San Giorgio, oltre a Sant'Elpidio a Mare e Montappone.

“Il viaggiatore parte da casa con la piattaforma che abbiamo creato e porta il turista direttamente sui luoghi che visiterà. Una immersione preventiva che permetterà di scegliere al meglio il proprio viaggio. 26 appuntamenti (il prequel è andato in scena a Fermo, ndr) da non perdere tra cibo e manualità. Ogni evento ha pacchetti turistici su misura e per chi si muove da solo ci sono i consigli per lo shopping nel mondo della moda o le cantine da visitare fino ai borghi con le bellezze naturali e artistiche”.

Piace questo format al presidente della regione Francesco Acquaroli, affiancato da Pasqualino PIunti, vice presidente Anci Marche: “La capacità di Tipicità di mettere in rete il patrimonio della regione è un surplus. Così possiamo ragionare sul rilancio. Un esperimento il Grand Tour, per la regione un primo passo verso un piano più ampio. Quando abbiamo pensato a un’agenzia del Turismo volevamo arrivare alla connessione dei territori, dei tanti campanili. Creare un legame che diventi moltiplicatore di presenze e informazioni.  Lavoriamo insieme per destagionalizzare il turismo, sapendo che non si parla solo di qualcosa di leggere, perché rilanciare i borghi equivale a recuperare spazi mettendoli in sicurezza, così come ragionare sul turismo è puntare su manifattura, su commercio ed economia”.

Parole al miele per i rettori di Camerino e Politecnica che si sentono più di semplici partner scientifici: “Noi siamo imprese della conoscenza. Mi considero una Tipicità della regione insieme con i miei colleghi. Il nostro sistema universitario – spiega Pettinari - è una eccellenza che crea economia sociale. Guardiamo con interesse al Grand Tour che farà sì che gli abitanti delle Marche abbiano momenti di condivisione, ma soprattutto si offre un quadro della regione al turista. Famiglie magari con figli che devono fare scelte importanti e che anche in questo periodo estivo potranno valutare l’ambiente di pregio e qualità in cui si vive bene con esperienze culturali che arricchiscono la giornata e prodotti alimentari che fanno bene, un mix tra tradizione e innovazione”.

Fanno rete le Università, una cosa che poteva sembrare incredibile, come racconta il rettore economista Gregori e che invece diventa realtà: “Sono tre i punti chiave. Il primo: centralità delle province con valorizzazione del territorio come fattore competitivo. Il tema fondamentale è la capacità di attrattiva, che è ancora limitata. Secondo: l’integrazione. Il Grand tour rappresenta un incontro tra aree e componenti, creando quell’unione fondamentale anche per i progetti europei. Terzo: la strategia. Si evince che c’è un piano, qui si sa dove si vuole arrivare. Tropo spesso ci sono eventi realizzati nelle stesse giornate a distanza di pochi chilometri senza coinvolgere gli operatori artigianali”.

Insomma, un format vincente che ha partner importanti come Banca Mediolanum, rappresentata da Massimo Cupillari, il fermano ormai riferimento a livello nazionale per il gruppo finanziario: "Quest’anno il percorso del tour è stupendo, sperando che il Covid ci permetta di portare davvero sul territorio i contenuti che come Mediolanum vogliamo donare ai partecipanti. E lo faremo puntando sul tema della sostenibilità”.

Vogliono crescere le Marche e Acquaroli, che ha tenuto per sé la delega al Turismo, ha le idee molto chiare. Anche quando si parla di collaborazioni extra regionali: “La prima cosa da fare è creare un vero circuito turistico marchigiano, cosa non facile e scontata, a quel punto lo amplieremo ad altre esigenze. Sono sempre pronto per il confronto, ma prima dobbiamo andare oltre le nostre logiche ultra campaniliste per crescere. Un esempio? Non riusciamo a destagionalizzare per colpa delle infrastrutture ma anche perché manca l’offerta che attiri lo straniero: se arriva u pullman a novembre spesso non sanno dove dormire. Dobbiamo agire su più livelli mettendo davvero in rete le realtà, altrimenti troppo piccole per muoversi da sole. Così facendo cresceremo insieme con il nostro aeroporto, hub fondamentale che senza pandemia avrebbe già assunto un respiro ancora più internazionale”.

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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