
FERMO – Debutta oggi, martedì 5 maggio, al Teatro dell’Aquila lo spettacolo “Rigoletto. I misteri del teatro”, progetto educativo della Fondazione Rete Lirica delle Marche pensato per studenti dai 6 ai 14 anni. Dopo il successo delle recite ad Ascoli Piceno, l’allestimento approda in città con tre appuntamenti nella giornata odierna (ore 9, 11 e 14.30) e repliche anche domani.
L’iniziativa rientra nel percorso “Opera Domani” di As.Li.Co., giunto alla 30ª edizione, e propone una rilettura accessibile e coinvolgente del celebre titolo di Giuseppe Verdi. La rielaborazione musicale è firmata da Massimo Fiocchi Malaspina, mentre regia e adattamento drammaturgico portano la firma di Manuel Renga. Sul podio Giulio Arnofi, con scene e costumi di Aurelio Colombo.
A eseguire la partitura è l’Orchestra Sinfonica G. Rossini, affiancata da un cast di giovani interpreti che si alternano nei ruoli principali, insieme agli attori Gabriele Martini e Diego Lama, chiamati a guidare il pubblico più giovane dentro i meccanismi della scena.
Numeri importanti accompagnano il progetto: circa 2.600 studenti hanno già partecipato alle recite ascolane, mentre a Fermo sono attesi in 3.800, per un totale che supera i 6mila spettatori. Un risultato che conferma l’attenzione crescente delle scuole verso proposte culturali capaci di unire formazione e spettacolo.
“Rigoletto. I misteri del teatro” non è solo un’opera, ma un viaggio dietro le quinte: racconta come il teatro sappia creare mondi, emozioni e illusioni, facendo emergere temi universali come l’identità, il rapporto tra padre e figlia, il sacrificio e il rispetto delle diversità. Gli studenti, anche grazie al percorso didattico svolto nei mesi scorsi, sono accompagnati alla scoperta dei mestieri del palcoscenico e del sottile confine tra finzione e realtà.
La storia resta quella potente e tragica del “Rigoletto”: il buffone di corte che deride i potenti, la figlia Gilda da proteggere, l’inganno del Duca e una vendetta destinata a trasformarsi in dolore. Nel finale, la maledizione si compie, lasciando spazio a una riflessione che va oltre la scena.
