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Femca Cisl: "Ecco le tre mosse che deve fare la Toolk"

24 Agosto 2020

*In merito a quanto dichiarato mezzo stampa nei giorni scorsi dall’avvocato Massimo Di Bonaventura a nome e per conto dell’azienda Toolk srl, riteniamo doveroso tutelare le nostre posizioni e quelle dei nostri associati.

La Femca Cisl Marche ha da sempre preferito tenere un profilo basso sulla stampa al fine di trovare le soluzioni migliori per le persone che stanno vivendo il dramma del licenziamento; parlando sempre di norme, leggi e diritti. Condividiamo con l’avvocato sul concetto di dramma comune, non c’è gioia in quanto accaduto, avremmo preferito avere una realtà aziendale in espansione e non dover ricevere lettere di licenziamento, nella settimana di ferragosto a maggior ragione.

Si parla di azienda “famigliare”, di coinvolgimento delle lavoratrici e lavoratori in progetti industriali. Se così fosse stato avremmo ricevuto tutte le informazioni per tempo, avremmo discusso della sorte aziendale nei momenti di contrattazione aziendale (mai aperta), e le relazioni industriali avrebbero permesso un vero coinvolgimento delle parti, coinvolgimento che invece ci duole sottolineare non c’è mai stato.

L’azienda ha ritenuto opportuno fare operazioni di acquisizione\trasferimento d’azienda in assoluto silenzio venendo meno a quanto previsto dal codice civile, dai CCNL, dalle norme di rispetto. L’azienda sa, e l’avvocato Di Bonaventura Massimo lo sa meglio di chiunque altro, che la nostra federazione Femca Cisl Marche non ha offeso nessuno, in alcun modo. Ameno che non ritenga offensivo essere stato contatto telefonicamente il 14 agosto per confrontarsi con lui sulle conseguenze che l’azione di licenziamento improvvisa dell’azienda in barba a quanto previsto dalla l.223/91, dal CCNL industria calzature prevede, avrebbe avuto nei confronti delle persone dipendenti della Toolk srl.

Noi siamo un sindacato che ha sempre rispettato l’imprenditoria, l’imprenditore, gli interlocutori presentatici e mai in alcun modo abbiamo offeso qualcuno, chiediamo lo stesso rispetto. Senza imprenditori non c’è impresa, non c’è lavoro, non c’è ricchezza e viceversa senza lavoratori, questi concetti fanno parte del nostro dna.

A questo punto ci aspettiamo dall’azienda-famiglia atti concreti per il bene dei lavoratori: 1. Il ritiro dei licenziamenti; 2. L’avvio delle procedure previste per legge, rispettando anche i DPCM e con essi la possibilità di chiedere ulteriore cassa integrazione Covid, permettendo poi ai lavoratori di accedere al pieno indennizzo dell’indennità di disoccupazione (Naspi); 3. Il pagamento delle spettanze dei lavoratori TFR compreso, non deve essere l’Inps ad erogare le competenze dei lavoratori bensì chi detiene i loro importi, ma siamo certi che in linea con quanto previsto dalle leggi l’azienda ha sempre accantonato queste somme e quindi provvederà essa stessa al pagamento, giusto?

Se così non fosse abbiate almeno il rispetto nei confronti di chi oltre il lavoro, ha perso, per scelta aziendale, anche quanto di competenza: TFR, mesi di cassa integrazione Covid e quant’altro. Speriamo in un gesto di buon senso da parte della direzione aziendale, la solidarietà è un bene da centellinare

*Cristiano Fiori, Femca Cisl

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