
PESARO – Non si può essere sempre l’errore di giornata. Capta anche che passino davanti alle tue mani i palloni chiave del match e che tu non riesca a farci nulla semplicemente perché l’avversario è più bravo. O, in questo caso, più atletico. Succede così che rimbalzo e canestro decisivo siano di Harvey, l’uomo di Matteo Tambone.
Finisce così 71-73, con il vano tentativo di Stefanini, dopo aver realizzato i primi due tiri liberi, di indirizzare il terzo nelle mani di Miniotas peer un facile appoggio. La palla finisce sul fondo, ma incredibile è ancora di Pesaro. Sulla rimessa, il palone finisce nelle mani più sicure, quelle di Tambone, ma l’eroe oggi doveva essere un altro.
Cade la capolista al termine di una partita durissima dal puto di vista fisico, fatta di continui sorpassi, ma soprattutto di tanti contatti. Normale quando si gioca contro le squadre di coach Moretti. Valli, però, può guardare al bicchiere mezzo pieno. Forse rivedrà la gestione degli uomini nell’ultimo quarto, ma è difficile dargli torto per le scelte finali, ha puntato su chi dà garanzie.
Partita nella partita è stata quella tra Pepe e Stefanini, due tiratori incredibili, ma soprattutto due fighter da campetto, incapaci di rinunciare a una conclusione o a un po’ di trash talking. Pari e patta? A punti vince Steanini, ma la tripla di Pepe peer il 64-70 è di quelle che tagliano le gambe anche ai più forti. Una tripla che chiude un break di 7-0 in cui la Cmt Orange Tools no è sta in grado di fare canestro, nonostante la voglia di De Vico
Nel finale, gambe stanche per Miniotas, ma anche per Tambone, sua però la tripla del quasi sogno (69-70) pria dello show personale di Harvey: ecco perché ci sarà da rivedere qualcosa per il coach.
Che sarebbe stata dura lo ha raccontato il primo quarto, dove si p segnato con il contagocce. Valli ha provato a togliere lucidità a Torino piazzando Accorsi su Massolo, con risultati discreti. Ma in una gara così fisica i giovani della VL hanno finito per faticare troppo.
Chi ancora fatica decisamente è Pini, il suon corpo v dalla parte opposta della testa, almeno questo si spera visti i continui e rapidi falli che commette, finendo per non fare quello per cui è stato chiamato: permettere a Miniotas di sedersi ogni tanto in panchina per più di 40 secondi.
Campionato durissimo, si sapeva e Torino non sarà una comparsa, questo è sicuro. Soprattutto se i giocatori riusciranno a seguire la volontà di Moretti, che è quella di non prenderle prima di darle. E quindi, difesa dura e contropiede, approfittando della capita di corsa anche dei rincalzi, da Faloppa a Scandiuzzi.
Gara utile, senza dubbio, per continuare al crescita, partendo da quello che Valli chiede sempre: intensità difensiva e concertazione. Prendere otto rimbalzi in meno non è un buon segnale. Eppure, la palla per vincere era finita lo stesso nelle mani giuste. Questione di centimetri, questione di ruoli, per l’eroe appuntamento a domenica prossima.
r.vit.
