
di Raffaele Vitali
PORTO SAN GIORGIO/GROTTAZZOLINA – Inizia una nuova e ‘originale’ stagione per la Yuasa Battery Grottazzolina. Come novità non c’è solo la mascotte TiGrotta che correrà a bordo campo, ci sono anche le due sedi di gioco, PalaSavelli e PalaGrotta.
Stankovic, che squadra vedremo domenica a Ravenna, al debutto in campionato?
“Bisogna avere tanta pazienza. Sulla carta siamo una squadra forte, ma dobbiamo costruirci giorno dopo giorno, a partire dal lavoro iniziato ad agosto. Non vediamo l'ora di scoprire il nostro reale valore, ma nelle amichevoli è difficile rendersi conto delle possibilità di una squadra. È ancora presto, ci sono giocatori che devono recuperare la condizione fisica e bisogna fare attenzione a non spingere troppo. Adesso, però, dopo otto mesi per alcuni di noi dall'ultima partita ufficiale, finalmente si comincia. Domenica a Ravenna si fa sul serio”.

La scorsa stagione non è stata facile neanche per lei. Che cosa dobbiamo aspettarci da Stankovic in campo?
“Cercherò di dare il mio contributo non soltanto come giocatore, ma anche come capitano e come persona con esperienza, aiutando i più giovani. Questa è una squadra composta da tanti ragazzi, sia tra i titolari sia tra quelli che saranno in panchina, tutti desiderosi di scendere in campo. Voglio essere un punto di riferimento per loro, dentro e fuori dal campo, soprattutto nei momenti difficili.
È quello che ho cercato di fare anche nella scorsa stagione, con minor fortuna, e che continuerò a fare quest'anno. L'obiettivo è creare una buona squadra e un gruppo unito, capace di arrivare nelle migliori condizioni possibili alla fase decisiva del campionato, da aprile in poi”.
Quali sono, secondo lei, le squadre favorite? Ha già studiato le avversarie?
“Se mi credete, non ho guardato neanche una squadra, a parte quelle che abbiamo affrontato. Non è perché sia arrogante o perché non mi interessi, ma perché per me conta soprattutto quanto siamo forti noi e quello che possiamo fare.
Penso che tutti saranno felici se riusciremo a uscire dal campo sapendo di aver dato tutto. Se, al termine di ogni partita, lasceremo il palazzetto consapevoli di aver fatto il massimo, andrà bene sia in caso di vittoria sia in caso di sconfitta.
È questo che cercherò di trasmettere ai miei compagni. Ci sono tante altre squadre con le nostre stesse ambizioni, ma alla fine può vincere soltanto una. Dobbiamo quindi lavorare e lottare per diventare migliori, senza concentrarci troppo sugli altri”.
In famiglia si parla sempre di pallavolo? Suo figlio sta seguendo le sue orme.
“Ormai ha preso sul serio questo percorso e la pallavolo è sempre più presente nelle nostre conversazioni. Anche negli anni scorsi ne parlavamo spesso, ma adesso lui è diventato un protagonista, è cresciuto e ha raggiunto la Nazionale Under 17. Quest'anno farà sempre più domande e vorrà confrontarsi con me. È bello vedere quanto stia crescendo e quanto sia appassionato”.
