
*Bisognava intervenire prima, verificare la fondatezza delle voci e rassicurare la città. Poi, magari solo per sicurezza, far passare sì una pattuglia.
Invece qui si è fatto l’esatto contrario: si è scelto volutamente di spettacolarizzare l’azione delle forze dell’ordine a mero scopo di propaganda, creando immotivatamente caos e preoccupazione tra cittadini e turisti e danneggiando le attività economiche.
Con che coraggio ora il sindaco dice che 'valuterà' la denuncia a cose fatte? Ci troviamo di fronte all’ennesimo caso che dimostra come la destra tratti in maniera del tutto dilettantistica il tema della sicurezza: la usano solo per raccogliere consenso, ma nei fatti non sono in grado, o non vogliono, risolvere un solo problema. Anzi, quando si tratta di agire in modo efficace e tempestivo, riescono persino a peggiorare le cose.
Io stesso mi trovavo a cena sul lungomare con la mia famiglia e ho visto la preoccupazione reale della gente. Veder passare 5 o 6 pattuglie tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza ha solo accreditato l’idea che il pericolo di una sparatoria fosse vero, alimentando la psicosi invece di placarla. Mi pare evidente che la filiera tra Comune, Prefettura e forze dell’ordine non abbia funzionato.
Intanto, però a Porto San Giorgio la sicurezza, quella vera, continua a rappresentare una mera chimera, come dimostra il recente accoltellamento sul lungomare, che ha visto un diciassettenne finire in ospedale in condizioni disperate.
Un episodio che ha poi spalancato le porte alle voci su una faida di ritorsione e una presunta sparatoria imminente tra bande davanti agli chalet. Il primo cittadino la smetta con la propaganda, rifletta seriamente sul clima di insicurezza in cui è sprofondata la sua città e ne tragga le dovute conclusioni.
*Fabrizio Cesetti, consigliere regionale PD
