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Caos Confindustria. Lettera pasquale di Mariani: tra gli auguri le critiche ai calzaturieri

3 Aprile 2021

FERMO – Lettera pasquale con bacchettate. Ramoscello d’ulivo in mano per il presidente Mariani, ma è rimasto qualche spunzone che graffia. Tre pagine di mail per dire ‘Buon Pasqua’ agli associati di Confindustria Centro Adriatico. Ma soprattutto tre pagine per fare un mini sunto dei suoi anni da presidente e rivendicare le ultime mosse, volte “a ripristinare l’ordine e a far rispettare le norme previste dal nostro Statuto e dal Codice etico di Confindustria”.

Per fare questo sono arrivate le decisioni più pesanti, come le espulsioni di Andrea Santori e Fabrizio Luciani, con le rispettive aziende. “Fin dai miei primi passi di vita associativa che mossi ben vent'anni fa all’interno del Gruppo Giovani, fin dal primo giorno ho sempre indirizzato ogni mia parola, ogni mio gesto e ogni mia azione al raggiungimento del bene comune. Mai una sola decisione è stata assunta per interessi particolaristici, individualistici o di un gruppo di imprese” ribadisce il presidente.

E quindi, nessun sfida personale per lui in questo periodo. “Da molti mesi ormai, riscontravo nel nostro sistema, atteggiamenti e comportamenti, in palese contrasto proprio di quelle stesse regole che avevamo condiviso. Regole che sono state violate e mortificate. Tanto è vero che dal territorio, anche quello di Fermo, mi sono arrivate istanze”. Istanze anche al contrario, viste le dimissioni certificate oggi dai 16 componenti fermani del Consiglio generale di Centro Adriatico.

“In Confindustria – ribadisce il presidente che scadrà tra pochi mesi - si dibattono e infine si votano. Ho imparato in questi anni, che in Confindustria si discute democraticamente, tutti insieme, poi si decide, anche a maggioranza. Si preferisce invece affermare il “principio” secondo cui ‘se non gioco io, me ne vado e porto via il pallone’. Sono stanco di tali inaccettabili atteggiamenti”.

In chiusura si toglie i sassolini che hanno il volto dei calzaturieri: “Ho ritenuto un dovere, nel corso del mio mandato, affrontare questioni incancrenitesi nel corso degli anni, che avrei potuto tralasciare in quanto mi avrebbero certamente portato tanti oneri e nessun onore. Su tutte vorrei ricordare la riforma del nostro sistema contributivo per uniformarlo e renderlo più equo e proporzionale rispetto alle diverse specificità aziendali. In un’unica famiglia non era più possibile che imprese identiche pagassero quote associative diverse. Mi scuso se ho cancellato antichi privilegi (quelli dei calzaturieri, ndr), ma almeno per me, l’equità e la trasparenza sono più importanti che accontentare le richieste pressanti di qualche imprenditore che “impone” di pagare una certa quota associativa o in alternativa di andarsene dal sistema”.

Nel passaggio finale Mariani insiste sulla questione calzaturiera e sul fatto che ad “andarsene da Centro Adriatico sono aziende che per anni hanno goduto di trattamenti economici particolarmente vantaggiosi”. Ma guardando alle dimissioni presentate oggi, seppur ancora solo dagli organi dirigenziali, la questione è più complessa, visto che ci sono imprenditori di ogni settore.

In attesa che si faccia chiarezza, una cosa è certa: “La Pasqua è arrivata. Oggi più che mai, avvertiamo dentro di noi, fortissimo, il desiderio di uscire dal buio dell’incertezza e della sfiducia, di oltrepassare il periodo della “quaresima del fare”. Il momento del rilancio delle nostre comunità, di persone e di imprese, è oramai vicino” conclude il presidente che si prepara ad affrontare una settimana intensa tra assemblea dell’Uif e risposte da dare ai probiviri nazionali su quanto sta accadendo.

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