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Brexit, l'accordo di fine anno salva il commercio: niente dazi sulle merci. Ma ci saranno più controlli

24 Dicembre 2020

LONDRA – Il 30 dicembre il parlamento inglese voterà l’accordo, ma l’ok del Labour rende tutto sereno. Ci siamo davvero, la Brexit, una ferita che difficilmente si sanerà, almeno ha smesso di sanguinare. “L'Unione europea può voltare pagina”.

A quattro anni e mezzo dallo storico referendum, a un passo dal baratro, i negoziatori di Bruxelles e Londra hanno raggiunto l’accordo che evita l'imposizione di dazi doganali alle merci in transito tra le due sponde della Manica.

REAZIONI POLITICHE

Un sollievo per la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che incassa il terzo accordo in sei mesi, dopo i precedenti su Recovery Fund e bilancio Ue. Soddisfatto anche Boris Johnson, il premier britannico che a meno di due settimane dalla fine del periodo di transizione sulla Brexit si è visto chiudere le porte del mercato e perfino del traffico passeggeri da e verso l'Unione europea per colpa della variante di coronavirus.

L'accordo commerciale tra Londra e Bruxelles, secondo Johnson, “consentirà alle nostre aziende di fare ancora più affari con i nostri amici europei". Il capo-negoziatore Ue sulla Brexit Michel Barnier la pensa diversamente: "Nonostante l'accordo, dal primo gennaio ci saranno importanti cambiamenti", avverte da Palazzo Berlaymont.

L'accordo è un lieto fine. "Valeva la pena lottare - ha detto la cancelliera Merkel - perché ora abbiamo un accordo equo ed equilibrato con il Regno Unito, che proteggerà i nostri interessi europei, garantirà una concorrenza leale e fornirà la prevedibilità necessaria per le nostre comunità di pescatori". “Il Regno Unito riprenderà il pieno controllo delle sue acque" ribatte Johnson.

Il capitolo dell'accesso alle risorse ittiche è stato, ed è destinato a rimanere, un terreno di forte scontro tra Bruxelles e Londra, che hanno rischiato di mandate all'aria decenni di partnership per colpa dei litigi sulle quote di cattura dei pelagici o sulla possibilità dei pescherecci Ue di entrare nel vasto mare britannico. "Bene l'accordo Ue con il Regno Unito. Interessi e diritti di imprese e cittadini europei garantiti. Gran Bretagna partner e alleato per l'Unione e per l'Italia", scrive su Twitter il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Ora spetta al Parlamento europeo e al Consiglio dire la loro su questo accordo" avverte Barnier. E questo avverrà all’inizio del 2021, come conferma David Sassoli.

L’ACCORDO

Sono tre i pilastri principali dell’accordo. Anzitutto c'è un accordo di libero scambio, che riguarda gli scambi di merci e servizi, ma anche altre aree di interesse dell'Ue, come investimenti, concorrenza, aiuti di Stato, trasparenza fiscale, trasporti, energia, pesca, protezione dei dati e coordinamento sulla previdenza.

Prevede zero dazi e zero quote su tutte le merci che rispettano le regole di origine. Entrambe le parti si impegnano a mantenere "un elevato livello" di tutela ambientale, lotta al cambiamento climatico, diritti del lavoro, trasparenza fiscale e aiuti di Stato, con un enforcement efficace, un meccanismo per dirimere le controversie e la possibilità per entrambe le parti di adottare misure per rimediare" alla violazione della concorrenza equa.

I collegamenti aerei, su gomma, marittimi e ferroviari continueranno, proteggendo la sicurezza dei trasporti. Sull'energia, sono previste garanzie per la concorrenza equa, inclusi standard per la produzione delle energie rinnovabili. Sul coordinamento nel campo della previdenza, l'accordo mira ad assicurare diritti ai cittadini, sia a quelli Ue che a quelli britannici. Infine, l'accordo consente la partecipazione del Regno Unito ad una serie di programmi dell'Ue nel 2021-27, come Horizon Europe. È previsto un quadro per l'enforcement delle leggi e per la cooperazione giudiziaria. Per quanto riguarda la governance, viene creato un consiglio congiunto, che controllerà l'applicazione dell'accordo e che risolverà le controversie. Meccanismi vincolanti e di risoluzione delle dispute assicureranno il rispetto dei diritti delle imprese, dei consumatori e degli individui. Questo garantirà il level playing field, impedendo che le parti possano sfruttare l'autonomia normativa per sussidiare le proprie aziende e distorcere la concorrenza.

Nessun rapporto resta aperto su sicurezza e difesa e, in ogni caso, dal primo gennaio 2021 il Regno Unito lascerà il mercato unico e l'unione doganale, come pure gli accordi internazionali e le politiche dell'Ue: terminerà la libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali tra Regno Unito e Ue. Avranno due mercati separati, come pure due aree regolatorie diverse. Questo, sottolinea la Commissione, creerà barriere al commercio in beni e servizi e agli scambi che oggi non esistono, in entrambe le direzioni. Purtroppo cancellato anche l'Erasmus.

MERCATO AGROALIMENTARE

Un'ottima notizia che arriva a conclusione di un anno particolarmente difficile. È stato scongiurato il ridimensionamento delle nostre esportazioni agroalimentari sul mercato britannico e l'insorgere di forti tensioni sui mercati agricoli della Ue. Da sottolineare anche la tutela assicurata alle indicazioni geografiche protette''. È la valutazione del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, sul nuovo accordo raggiunto a Bruxelles che, dal 1° gennaio 2021, regolerà le relazioni commerciali tra Unione europea e Regno Unito.

Senza un accordo, rileva Confagricoltura, le esportazioni agroalimentari della Ue - che ammontano a oltre 40 miliardi di euro l'anno - sarebbero state gravate da un dazio doganale medio di circa 20 punti percentuali, con punte fino al 70% per talune produzioni zootecniche. Il valore dei prodotti di settore in arrivo dall'Italia sfiora i 3,5 miliardi.

Dall'inizio dell'anno venturo il Regno Unito uscirà dal mercato unico e dall'unione doganale. ''Il Regno Unito sarà a tutti gli effetti un Paese terzo - sottolinea il presidente di Confagricoltura - con alcune sostanziali novità sulle quali dovremo concentrare la nostra attenzione nonostante l'intesa bilaterale. Tutti i prodotti destinati al mercato britannico dovranno essere accompagnati da una dichiarazione doganale e saranno ripristinati i controlli fitosanitari. Aumenteranno quindi gli adempimenti amministrativi e i costi per i nostri operatori''.

@raffaelevitali

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