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Bene vaccinarsi, ma in che ordine?

22 Marzo 2021

Il vaccino è un presidio medico utile a contenere i danni da Covid alla salute e all’economia. Prima ci vacciniamo, prima torniamo a vivere in ambiti sociali di maggior sicurezza, quindi avanti tutta con la vaccinazione, ma in che ordine procedere?

Di qui le polemiche, come quella che vorrebbe gli avvocati impegnati a saltare la fila o quella della Regione Marche che preferirebbe i professionisti ai soggetti fragili.

Oggettivamente come stanno le cose?

Il Ministero dellaSalute con decreto 2/1/21 adotta il Piano Strategico Nazionale dei Vaccini dove in allegato al capitolo 2 disciplina “valori, principi e categorie prioritarie” sull’assunto che a fronte di penuria di vaccini in una prima fase si debba dare la precedenza a “operatori sanitari e sociosanitari, residenti e personale dei presidi residenziali per anziani, persone di età avanzata”, quindi con l’aumento delle dosi “le altre categorie di popolazione tra le quali quelle appartenenti ai servizi essenziali, quali anzitutto gli insegnanti e il personale scolastico, le forze dell’ordine, il personale delle carceri e dei luoghi di comunità, ecc.

Nel momento in cui si scrive “ecc.” l’elencazione fatta diviene solo esemplificativa e di qui la domanda, chi sono “gli appartenenti ai servizi essenziali” aventi diritto di priorità?

I magistrati lo sono? E se lo sono loro, i loro collaboratori? E se lo sono i magistrati e i cancellieri perché non gli avvocati, non sono forse tutti operatori di giustizia?

Di qui una gestione del fenomeno a macchia di leopardo sul territorio nazionale con alcune regioni a includere gli avvocati, esempio la Toscana, e altre no, esempio le Marche.

Il Ministero della Salute interviene poi in data 8/2/21 con “Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19” dove si vuole, una volta superata la fase 1 di vaccinazione, dedicata a operatori sanitari e sociosanitari, personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani, anziani over 80 anni, aprire e disciplinare una fase 2 scandita da una gerarchia di priorità fatta di 6 categorie di persone: 1) estremamente vulnerabili maggiori di anni 16; 2) 75-79 anni; 3) 70-74 anni; 4) ad aumentato rischio clinico se infettate maggiori di anni 16; 5) 55-69 anni; 6) 18-54 anni con vaccino AstraZeneca riservato a questi ultimi, salvo poi con circolare 22/2/21 estenderlo alle persone fino a 65 anni di età.

In data 10/3/21 il Ministero della Salute aggiorna le “Raccomandazioni” e con esse l’ordine delle vaccinazioni.

Ferma la priorità di chiudere la fase 1 di vaccinazione specie con gli over 80, si ritiene di dover procedere in favore del “personale docente e non docente, scolastico e universitario, Forze armate e di Polizia e del soccorso pubblico, servizi penitenziari e altre comunità residenziali”, infine si ridisegna la fase 2 individuando 5 categorie di persone: 1) a elevata fragilità; 2) 70-79 anni; 3) 60-69 anni; 4) meno di 60 anni con comorbilità; 5) il resto della popolazione.

La svolta nell’organizzazione della campagna di vaccinazione si ha quando la circolare recita: “Sarà inoltre possibile, qualora le dosi di vaccino disponibili lo permettano, vaccinare all'interno dei posti di lavoro, a prescindere dall'età, fatto salvo che la vaccinazione venga realizzata in sede, da parte di sanitari ivi disponibili, al fine di realizzare un notevole guadagno in termini di tempestività, efficacia e livello di adesione”.

Si vuole implementare “la platea dei vaccinatori e il numero dei punti vaccinali”, così il Piano del Commissario Straordinario Generale Figliuolo del 13/3/21, che rimette l’organizzazione, “flessibile” a seconda della “disponibilità di personale sanitario e amministrativo”, alle Regioni attraverso sia piani rispettosi delle indicazioni nazionali, sia l’azione delle aziende sanitarie e della protezione civile.

Un’ottimizzazione del servizio vaccinale che, pure quando riguarda l’impiego di dosi di vaccino di “fine giornata non conservabili” da somministrare a chi sia presente al momento, deve avvenire sempre “secondo l'ordine di priorità individuato dal Piano Strategico Nazionale dei Vaccini e successive raccomandazioni”, così il Commissario con ordinanza 15/3/21.

Nel rispetto di questo quadro normativo e in linea con altri protocolli nazionali, esempio quello del 17/2/21 siglato da Abi (Associazione bancaria italiana) e sindacati, che consente la vaccinazione dei bancari a carico degli istituti di credito, il 12/3/21 il Presidente della Regione Marche dott. Francesco Acquaroli incontra online i rappresentanti degli ordini professionali delle Marche proponendo loro di aderire a un protocollo regionale destinato a “Categorie economiche, Forze sociali, Imprese, Professioni”.

La Regione Marche chiede ai soggetti interessati di contribuire alla campagna vaccinale facendosi carico privatamente del servizio con tutti gli oneri annessi (es. locali e personale), eccetto l’acquisto del vaccino AstraZeneca, disponibile “nei limiti della tipologia, della disponibilità e dei vincoli di approvvigionamento derivanti dai trasferimenti effettuati dalla struttura nazionale del Commissario straordinario per l'emergenza epidemiologica COVID-19”.

Chiarito dunque che esiste un ordine di priorità di categorie di soggetti da vaccinare stabilito a livello nazionale, deve dirsi che quando la vaccinazione sarà disponibile per “il resto della popolazione”, dovremo essere pronti.

Auspico che i privati che possono, imprenditori e professionisti, “consapevoli che dalla velocità di realizzazione della copertura vaccinale dipende il progressivo superamento dell’emergenza sanitaria e delle drammatiche conseguenze che ne derivano anche sul piano economico e sociale” (così i sindacati di categoria dei bancari Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin), facciano la loro parte, assumendo sulle proprie spalle parte dell’onere della somministrazione vaccinale a vantaggio del sistema sanitario pubblico e dell’intero nostro Paese.

Avvocato Andrea Agostini

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