
SERVIGLIANO/PORTO SAN GIORGIO - Un 6 giugno intenso per la Casa della Memoria di Servigliano. Due momenti diversi, il primo alle 10 all’interno del Teatro Ideale, il secondo alle 18 a Porto San Giorgio.
La mattina si apre con al consegna della borsa di studio Lina Cinque Verducci, la professoressa che è stata tra le fondatrici della Casa della Memoria.
Nel pomeriggio, invece, spazio al lavoro di ricerca dello storico Paolo Giunta La Spada che presenta il suo ultimo libro alle 18 nella sala Caastellani: “Internati e concentrati”. Un’opera di straordinario valore civile e storico, capace di riportare alla luce vicende troppo a lungo rimaste ai margini della memoria pubblica.
Il volume rappresenta infatti un viaggio rigoroso e appassionato dentro le storie di uomini e donne perseguitati dal regime fascista, persone comuni la cui esistenza fu segnata dalla repressione politica, dal controllo sociale e dalla negazione delle libertà fondamentali.

La ricerca prende avvio dalla documentazione mai studiata prima e custodita nell’archivio di Servigliano. Da quel nucleo documentario, l’autore amplia progressivamente l’indagine consultando gli archivi delle Questure, a partire da quella di Ascoli Piceno, ricostruendo attraverso carte ufficiali, fascicoli e registri la trama quotidiana dell’Italia fascista.
Emergono così le vite dei cosiddetti vigilati politici, degli “internati” e dei “concentrati”: termini con cui le autorità del regime definivano gli oppositori, i confinati, gli internati e tutti coloro considerati pericolosi per l’ordine fascista. Dietro quelle definizioni amministrative si scoprono però storie umane fatte di sofferenza, isolamento, sorveglianza continua e perdita dei diritti.
Il libro restituisce dignità e volto soprattutto a operai e contadini marchigiani, ma anche a insegnanti, medici e intellettuali che subirono persecuzioni e limitazioni della libertà personale. La forza del volume risiede proprio nella sua capacità di intrecciare il rigore della ricerca archivistica con una narrazione capace di parlare al presente.
Il libro “Internati e Concentrati” si presenta dunque come un’opera fondamentale per chiunque voglia comprendere il passato delle Marche e dell’Italia, le storie della gente comune, le radici profonde della nostra memoria collettiva.
