
GROTTAZZOLINA – La nuova stagione della Yuasa Battery Grottazzolina si apre nel segno della riconoscenza verso i sei pionieri che, 55 anni fa, fondarono la società, e con lo sguardo rivolto a un nuovo sogno sportivo: il ritorno in Superlega.
La presentazione della squadra si è svolta alla presenza del prefetto di Fermo, Edoardo D’Alascio, un vero tifoso della Yuasa. Tra i volti nuovi della stagione, però, non ci sono soltanto i giocatori arrivati durante l’estate: c’è anche TiGrotta, la mascotte ideata da Valerio Finucci.
“Il sogno riparte” è la scritta che campeggia sul muro della sala consiliare del Comune, cornice di una serata che ha unito passato, presente e futuro. “Una società che ha raggiunto risultati straordinari, che ha saputo lavorare bene coinvolgendo tutta la provincia, ma che ha radici ben salde a Grottazzolina” sottolinea il sindaco Alberto Antognozzi.
Una storia sportiva costruita in un paese di appena 3.200 abitanti, il Comune più piccolo della Serie A, ma capace di alimentare una passione che va ben oltre i confini locali. “Se entrate in un bar, sentite parlare di opposto e alzatore, non di fuorigioco. Siamo davvero un unicum” osserva il sindaco salutando i rappresentanti degli Skapigliati, la tifoseria organizzata, in sala.
Anni di Superlega, promozioni e pagine indimenticabili hanno portato Grottazzolina alla ribalta nazionale. “Abbiamo celebrato quei traguardi conferendo la cittadinanza onoraria al gruppo che vinse la A2 e abbiamo voglia di rivivere quelle emozioni. Ci avete regalato in questi anni una visibilità che ci sarebbe costata tanto, e molto di più, se avessimo dovuto acquistare spazi pubblicitari”.
Ma il valore della Yuasa non si misura soltanto attraverso i risultati. “Lavorate con i giovani e questo le istituzioni e la politica lo apprezzano. Un settore giovanile con 300 iscritti dimostra che stare al vostro fianco significa investire nel sociale”.
La nuova stagione riparte con l’ambizione di lottare per vincere il campionato. Tra i volti che tornano c’è anche l’ex nazionale Antonov, mentre il compito di guidare la squadra spetta a coach Massimiliano Ortenzi, affiancato in campo dal capitano Stankovic e dal vicecapitano Fedrizzi.
Parte della storia recente della Yuasa c’è anche il prefetto Edoardo D’Alascio, arrivato a Fermo nell’aprile 2024 e presente in diverse tappe del percorso della squadra: “Dalla vittoria in semifinale contro Ravenna alla promozione a Siena, passando per il primo successo casalingo contro Modena e la sfida con Perugia, quando sugli spalti si contarono 3.442 spettatori, più degli stessi residenti di Grottazzolina” il sunto di Fabio Paci, responsabile relazioni esterne.
Il prefetto ha preso la parola partendo da un ricordo legato agli Europei. “Eravamo a Napoli per il debutto della Nazionale contro la Svezia, in piazza del Plebiscito. Alla fine, il presidente della Repubblica è entrato in campo e ha salutato tutti i giocatori, ma soprattutto gli svedesi, sconfitti ma felici e sorridenti per aver vissuto una giornata unica. Mattarella ha stretto loro la mano. Questo è lo sport, oggi riconosciuto anche dalla Costituzione: comunità, coesione sociale, inclusione, rispetto dell’avversario e delle regole. È proprio questa inclusione che dovete riuscire a trasmettere, perché se darete tanto, qui riceverete altrettanto”.

È quindi arrivato il momento della squadra. Il presidente Rossano Romiti ha ribadito il legame profondo con il paese. “È emozionante essere qui. Le nostre radici sono qui e noi ci sentiamo parte di Grottazzolina. Siamo aperti al territorio, ma partiamo da questo paese e qui torniamo. Non dobbiamo mai dimenticarlo”. Parole accolte dall’applauso dei pionieri seduti in prima fila.
Il legame con il paese si tradurrà anche concretamente nel calendario: “Giocheremo alcune partite a Grottazzolina, a cominciare da quella del primo novembre” ha aggiunto Romiti.
Le aspettative sono alte e su coach Ortenzi ricade il compito di costruire una squadra competitiva. “Non capita spesso di ricevere un riconoscimento così forte da parte delle istituzioni. Non è scontato avere il prefetto qui con noi: è il segno che stiamo lavorando bene” ha sottolineato, rivendicando il percorso intrapreso dalla società. “Questa è una realtà che non si muove soltanto per il risultato sportivo, ma per creare qualcosa che rimanga nel tempo”.
Domenica si comincia. “Non giochiamo da tanto e non vediamo l’ora. L’adrenalina e il clima che si respirano nella quotidianità di un campionato sono difficili da replicare con le amichevoli o soltanto a parole” ha spiegato Ortenzi.
Alla squadra ha chiesto di mettere in campo i valori che ha riconosciuto in ogni giocatore. “Ci siamo promessi che lasceremo sempre il campo combattendo su ogni pallone e provando a vincere. Vogliamo regalarci la possibilità di sognare qualcosa di grande. Questo gruppo vuole scrivere una nuova pagina importante, mantenendo fede ai valori di Grottazzolina e restando sempre paziente”.
A parlare a nome dei giocatori è stato il capitano Stankovic. “L’ultima partita risale a otto mesi fa e abbiamo voglia di giocare. In palestra diamo il massimo e lo faremo anche in partita. Lotteremo e cercheremo di costruire il gruppo: è su questo che stiamo lavorando. Sarà proprio il gruppo ad aiutarci a uscire dalle situazioni più difficili”.
Il capitano non nasconde le ambizioni, ma invita a mantenere i piedi per terra. “I tifosi guarderanno la classifica ed è bello stare in alto, ma non mancheranno i passi falsi. È normale quando una squadra ha obiettivi importanti. Dovremo saper soffrire e continuare a giocare anche nelle difficoltà, puntando ad arrivare alla fine del campionato nelle migliori condizioni”.
La chiusura è stata affidata a Mondo Bonfigli, primo tesserato della società, che ha rivolto un pensiero ironico al prefetto: “Gli auguro che il suo problema peggiore sia dover digerire una sconfitta della Yuasa”. Poi lo sguardo si è spostato sul presidente e sull’allenatore. “Noi pionieri sappiamo bene quanto lavoro ci sia dietro un progetto come quello che oggi è arrivato in A. Alla squadra chiedo impegno e serietà, altrimenti non si va da nessuna parte”. Infine, la battuta che ha strappato sorrisi e applausi: “Non costringeteci a rimettere le maglie per scendere in campo”.
Ortenzi ha raccolto il messaggio rilanciando il valore del lavoro collettivo: “Se possiamo ambire a raggiungere risultati importanti, è grazie al team che abbiamo in campo e fuori dal campo, dove c’è chi lavora lontano dalle luci della ribalta”.
La Yuasa riparte così, con l’entusiasmo di una nuova stagione e la consapevolezza che dietro ogni risultato c’è una comunità intera. Oltre a TiGrotta. Una storia nata 55 anni fa in un piccolo paese e diventata, partita dopo partita, un patrimonio sportivo e sociale per tutto il territorio.
Raffaele Vitali






