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VL Pesaro, Tambone ai saluti. Volano gli stracci con Egidio e Valli. "Ho provato a migliorare il gruppo". "Conta l'uomo, poi il giocatore"

8 Novembre 2026

di Raffaele Vitali

PESARO – Pochi giorni prima della doppia debacle, il main sponsor Marcello Tommassini aveva sottolineato due aspetti che li piacevano della VL Pesaro: la società che con Dalla Salda era sempre più managerializzata e Tambone, un capitano vero.

In pochi giorni Tommassini ha visto franare entrambe le certezze. La prima perché in una società  ben organizzata, con ruoli definiti e pianificazione, non accadrebbe mai che nella conferenza stampa post partita l'allenatore, più con lo sguardo che con le parole, e il direttore sportivo, con tante parole, attacchino in maniera frontale il giocatore simbolo, il capitano. E non accadrebbe neppure mai che a seguire sia il capitano che racconta episodi interni e dà il benservito alla società facendo capire che è stato preso come capro espiatorio.

Un momento così basso a livello societario la VL, oggi Cmt Orange Tools, non l’aveva raggiunto mai, neppure l’anno scorso anche se nei confronti di Spiro Leka, l’ex allenatore, la tecnica di moral suasion non era stata poi così differente.

Tornando al match, indiscutibile che Tambone abbia reso meno dei suoi standard, ma è la motivazione della sua panchina negli ultimi due quarti, quelli decisivi, a far discutere. “Una scelta tecnica” ha detto Giorgio Valli in maniera tranchant. Cosa sia successo nello spogliatoio durante l'intervallo è l'unica cosa, giustamente, rimasta dentro il gruppo.

"Stava giocando sotto i suoi standard" ha aggiunto il coach. Ma le parole del direttore sportivo Nicola Egidio, che si è presentato al fianco dell’allenatore in sala stampa, sono durissime nei confronti del capitano: “Si è rotto qualcosa con il ritorno di Tambone. Già dall’estate c’erano stati dei comportamenti che non mi erano piaciuti, abbiamo avuto pazienza. Ma prima di essere professionisti bisogna essere uomini e questa componente è venuta a mancare. Se dobbiamo farei i faccini per giocare a pallacanestro a Pesaro…si fa prima ad alzare la mano e andare da un’altra parte”.

L’ultima frase di Nicola Egidio, ma ne ha dette tante altre, è diventata un assist per il capitano. Che entra in sala stampa tardissimo, non era previsto e con la faccia scura che ha tenuto in panchina, quando prima si è messo la felpa sulle spalle per poi indossarla del tutto, segno che non sarebbe più entrato. Ma non si era estraniato, in campo a dare il cinque ai suoi compagni c’è andato eccome nei momenti caldi.

Ma ora, tutto si è rotto. “Non mi aspettavo di finire così la mia avventura la VL, panchinato negli ultimi due quarti. Non si parli di scelta tecnica”. Il motivo per lui è più profondo e in parte, con una lettura differente, ricalca le parole di Egidio: “Dopo sei anni alla VL, essere messo da parte così, quando l’unica cosa che ho fatto è provare a intervenire su un gruppo non coeso. Ho provato a far cambiare qualcosa alla società, senza puntare il dito contro nessuno, ma non è piaciuto e sono stato panchinato. Si vede che in questa società capita questo a chi ci mette la faccia”.

Tambone un paio di giorni prima dopo Avellino ha chiesto un colloquio alla dirigenza, il risultato, stando ala sua ricostruzione, è essere finito in panchina e tacciato di ogni male. “Non mi fido più di chi è a capo, non mi fido più. Sono quasi vecchio. Non ho più niente da dare alla VL, qui non c’è più rispetto, non vedo cosa possa dare ancora. Non voglio prendere in giro a nessuno, non voglio stare in campo con la faccia non contenta, la VL non se lo merita. Mentre si merita chi dà tutto in campo. Io non credo di poterlo fare, non c’è più dialogo, fiducia, nel club”.

È duro e al contempo amareggiato, Tambone per Pesaro ha fatto una scelta di vita. È vero, questa estate anche lui sarebbe potuto andare via, ma la società l’ha blindato, forte di un contratto ma anche, sembrava, di un progetto tecnico. Se è venuto meno questo, forse dovrebbe spiegarlo Valli, non il direttore sportivo. E soprattutto, ora si attende un chiarimento da parte di Dala Salda, il manager esaltato da Tommassini che non può veder francare così pubblicamente quanto anche da lui costruito.

In una azienda, come direbbe Tommassini, prima di far saltare il capo di produzione, si valuta il manager alla scrivania. Qui, invece, al momento a saltare è chi produce. Gli piacerà questa strada al main sponsor? E al consorzio? Tambone non è solo un giocatore, è il simbolo della squadra. Cosa ha fatto di così grave da meritare di finire in panchina a roteare gli asciugamani, cosa per essere attaccato pubblicamente?

Quando si perde, il coach è il primo responsabile in sala stampa. Poi si va nello spogliatoio e si analizza. A Pesaro questo da troppo tempo, capitava anche l’anno scorso a dire il vero. “Feeling finito? Mi è stato detto che con il mio ritorno le cose non girano, altro motivo in più per farmi da parte. Sono convinto che sia un gruppo forte, molto forte, tanto che non sono io quello che fa la differenza. Andranno benissimo anche senza di me. Sulla carta siamo fortissimi” le parole finali di Tambone.

Raffaele Vitali - Viale della Carriera 109 - 63900 Fermo (FM) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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