
di Raffaele Vitali
PESARO – Addio a Spiro Leka, avanti con Alessandro Dalla Salda, mai così sicuro delle sue parole, e una VL Pesaro chiamata a ripartire dalla Serie A2, con un piano finanziario ancora da definire ma con una certezza: il club continuerà il proprio percorso.
Prima dell'attesa conferenza stampa, l'amministratore delegato Alessandro Dalla Salda si confronta a lungo con uno dei principali consorziati, Roveri. Ad aprire l'incontro con la stampa è Franco Arceci, presidente del Consorzio, affianncato dai membri del Cda. “Come consiglio d'amministrazione abbiamo voluto questo momento per fare chiarezza e metterci la faccia, oltre che la voce”.
Arceci: “Qui non c'è un padrone, ma una proprietà collettiva”
L'obiettivo dell'incontro è triplice: analizzare la stagione appena conclusa, definire le linee guida del prossimo campionato e respingere le polemiche degli ultimi giorni.
“A Pesaro non c'è un proprietario, né milionario né miliardario, ma una proprietà collettiva”. Arceci rivendica il modello nato nel 2005 dopo l'era Amadio, con la costituzione del Consorzio.
“Il sistema prevede che ogni imprenditore metta mano al proprio portafoglio. Oggi sono 21 i componenti del Consorzio”. Una platea ridotta rispetto al passato dopo alcune uscite legate a una revisione delle posizioni camerali. Diverse multinazionali sono rimaste sponsor, ma non fanno più parte del Consorzio.
Gli imprenditori versano ogni anno 110 mila euro per l'iscrizione, ai quali si aggiungono 601 mila euro di quota fissa obbligatoria e le sponsorizzazioni. Nel corso della stagione vengono inoltre richiesti contributi straordinari per coprire le necessità del campionato.
A questi si sono aggiunti 157 mila euro di bonus per la Coppa Italia e 115 mila euro per i playoff, arrivando a un totale di 983 mila euro, pari a una media di circa 46 mila euro per consorziato. Nel corso dell'anno sono stati inoltre spesi 170 mila euro in più. “Sono soldi veri di chi autofinanzia la passione sportiva della città”.
“Nessuno ha mai chiuso la porta a nuovi investitori”
Arceci respinge con forza alcune ricostruzioni circolate negli ultimi giorni. “Dal 2004 a oggi nessuno ha mai chiuso la porta a investitori o a chi volesse acquisire quote, anche maggioritarie, del Consorzio. Basta con le falsità”.
Guardando al futuro, conferma che il progetto del cosiddetto "super consorzio", immaginato dall'ex presidente Valli, non è stato accantonato.
“Quando Valli ha proposto un nucleo di garanzia con un investimento maggiore nel capitale sociale, non abbiamo mai abbandonato quell'ipotesi. E Valli resta parte di questo percorso”.

Valli: “Nessun vuoto societario”
A prendere la parola è poi Andrea Valli. “Non ci sono vuoti societari. Le cariche sono tutte coperte e io resterò operativo fino alla nomina del nuovo presidente”. L'ex numero uno biancorosso respinge qualsiasi interpretazione negativa del suo passo indietro.
“Per me resta una stagione entusiasmante, quindi la mia non è un'uscita amara. Rimango nel Cda e nel Consorzio e continuerò a lavorare per dare maggiore solidità al club”. E aggiunge: “Sembrano passati mesi dalla sconfitta con Rimini. Non so perché siano state dette e scritte cose a dir poco vergognose. Si è andati oltre ogni limite. Qui non si parla di vendere titoli sportivi come accade in altre piazze. La nostra forza è proprio il modello della multiproprietà. Resta il desiderio di trovare tre o quattro imprenditori che facciano da capofila e spero di riuscirci”.
Dalla Salda: “Sono arrivato senza certezze economiche, ho puntato sulle idee”
Il momento più atteso è quello dell'intervento di Alessandro Dalla Salda, l’amministratore delegato. “Sono arrivato undici mesi fa. Il 28 giugno ero qui con Banca Pesaro, per noi un partner straordinario” sottolinea con il piglio del chief in commander.
L'amministratore delegato ripercorre il suo anno. “Ho trovato una struttura dirigenziale e tecnica già definita e non avevo leve economiche per intervenire. Per questo ho puntato sulle idee”.
La prima scelta è stata quella di costruire una squadra giovane. “La linea verde era l'unica strada possibile. C'erano giocatori da confermare e altri con cui chiudere il rapporto. Da lì è nato il progetto triennale”.
Una stagione oltre ogni aspettativa
Nelle intenzioni della società questa doveva essere la stagione della stabilizzazionea. “Prima valorizzare struttura e giocatori, poi crescere ulteriormente e infine provare a tornare in Serie A”.
Il campo, però, ha regalato risultati superiori alle previsioni. “Nessuno all'inizio credeva in questo percorso. Si parlava addirittura di rischio salvezza dopo l'addio dei giocatori più esperti. Ma abbiamo preso comunque quelle decisioni”.
Il merito viene condiviso con staff, squadra e tifosi. “Il basket è un gioco di squadra e in questo gruppo ci sono anche i tifosi, passati da 4 mila a 9 mila presenze”.
La crisi economica e il nodo dei rinnovi
Dalla Salda non nasconde le difficoltà economiche. “La crisi economico-finanziaria è reale, ma non è un dramma”. Spiega inoltre perché durante la stagione non siano stati affrontati i rinnovi contrattuali. Ed èm un concetto che il pubblico deve comprendere bene.
“È stata una mia scelta. Se avessi iniziato a trattare con qualcuno e non con altri, avrei rischiato di rompere gli equilibri dello spogliatoio. Inoltre non potevo impegnare la società senza avere certezze. Per me viene prima la VL”. A incidere è stata anche l'incertezza legata alla categoria. “Serie A e Serie A2 sono due mondi diversi. Tutti volevamo salire. Nessuno parte per non vincere un campionato”.
“Nessun buco di bilancio, ma perdite previste”
Sul fronte dei conti il dirigente è netto. “Buchi non ce ne sono. Perdite sì. Nella mia carriera non ho mai lasciato buchi”. Le perdite, spiega, erano state previste e condivise già la scorsa estate. “A luglio, con Arceci e Valli, avevamo ragionato sui budget e sulle possibili perdite. I numeri finali sono sostanzialmente quelli preventivati”.
Decisiva l'assenza di un main sponsor. “Abbiamo lavorato molto, ma non siamo riusciti a trovare né uno sponsor da 500 mila euro né uno da 300 mila. Abbiamo coinvolto agenzie e mediatori, ma non è bastato”.
Come riequilibrare i conti? Le opzioni individuate per coprire le perdite erano quattro: aumento delle sponsorizzazioni; nascita del super consorzio; maggiori contributi dei consorziati; cessione dei giocatori più richiesti.
Su quest'ultimo punto il Cda ha scelto una strada precisa durante l’anno: “Bastavano due minuti per vendere i giocatori più richiesti e rimettere subito i conti in equilibrio. Nessuno però ha detto: torniamo in pari. Tutti volevano provare a conquistare la Serie A”.
Il futuro passa da un nuovo allenatore

Dalla Salda annuncia poi la prima decisione tecnica. “Non rinnoveremo il contratto di coach Spiro Leka”. Una scelta condivisa da tutto il CDA. “Vogliamo voltare pagina. La squadra cambierà e il direttore sportivo sta già lavorando per individuare il nuovo allenatore”.
Un passaggio che porta anche a una riorganizzazione interna. “Per la prima volta il tavolo si libera. C'erano diverse figure dirigenziali e tecniche da valutare. L'ottimizzazione dei costi e dei ricavi impone delle scelte”.
Mercato, contratti e punti fermi
Sul mercato Dalla Salda invita alla pazienza. “Non si può correre dietro ai giocatori. Abbiamo avuto bisogno di chiarire ruoli e numeri prima di muoverci”. Poi fotografa la situazione dei principali giocatori sotto contratto. Tambone resta blindato e non risultano richieste di uscita. Miniotas ha un contratto biennale con clausola di uscita a suo favore entro fine mese. Fainke è in valutazione. Trucchetti e Virginio hanno accordi pluriennali. “L'idea è ripartire da una squadra giovane. Vorremmo riproporre il format che ha funzionato quest'anno”.
Il saluto a Leka
Sulla scelta di separarsi da Spiro Leka, Dalla Salda ribadisce: “È stata una decisione unanime del Consiglio d'amministrazione. Non è una scelta personale”. E conclude: “Mi dispiace, ma insieme al Cda e al direttore sportivo abbiamo ritenuto corretto aprire un nuovo ciclo dopo una stagione molto intensa, anche dal punto di vista emotivo. Le energie sono state drenate. Resta soltanto un grande grazie per il lavoro svolto”.
Il profilo del nuovo tecnico
Sul futuro allenatore, nessuna anticipazione sul nome. “Ci sta lavorando Nicola Egidio. Di sicuro dovrà essere un tecnico capace di lavorare con i giovani. Non necessariamente un allenatore giovane”. La linea resta quella delle idee prima ancora del budget. “Non mi spaventa non acquistare un giocatore il 3 giugno. C'è un mercato di Serie A che produrrà occasioni e giocatori scontenti. Ci sono stranieri molto forti che emergono più avanti. L'importante è saper scegliere. A Napoli abbiamo cambiato tutto e poi abbiamo vinto la Coppa Italia”.
La serie A
Dalla Salda scioglie anche l’ultimo nodo, quello che i tifosi hanno riassunto in un ‘ma se fossimo andati in A…’. “In A1 sarebbero rimasti i giocatori, non abbiamo dubbi. Subito sarebbero serviti 350mia euro per entrare nel circolo della Legabasket. Non avremmo avuto un po’ di incassi playoff, che sono stati importanti, e avremmo avuto dei premi da pagare per altri 200mila euro. La voragine si sarebbe allargata.
Ma tutto cambia velocemente in questo mondo e soprattutto l’A1 poteva essere una opportunità clamorosa di visibilità per richiamare gli investitori. Anche stranieri, che amano poter giocare contro Armani e Virtus”.
Fiducia quindi, i conti saranno ripianati, poi in base alle entrate, crescerà il livello tecnico del roster, che spetta a Egidio costruire al meglio., approfittando anche dei tagli, e conferme, che l'Ad gli lascerà sul tavolo insieme conle risorse.
