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Vigne, frutta e cereali, le Marche sono sempre più bio

2 Ottobre 2020

MARCHE - Più di 104mila ettari coltivati a biologico e circa quattromila operatori certificati. Le Marche si scoprono sempre più “green”. Gli ultimi dati elaborati da Coldiretti Marche, in occasione della presentazione del rapporto annuale del Sinab (Sistema di informazione nazionale sull'agricoltura biologica), parlano di una regione con numeri in continua crescita.

Tra il 2018 e il 2019, nella nostra regione i terreni biologici sono, infatti, aumentati del 6%, superando quota 104mila ettari. Con oltre il 20% di superficie biologica, le Marche si confermano tra le prime regioni italiane per incidenza in rapporto alla superficie agricola. Tra i settori più apprezzati crescono gli ettari dedicati ai cereali (quasi 19mila, +2%), al foraggio (oltre 30mila, +9%) e alla frutta (circa mille, +35%). Bene anche i vigneti (quasi seimila, +3,5%) e gli oliveti (quasi tremila, +5%).

«Occorre, però, vigilare. Perché – spiega la presidente di Coldiretti Marche, Maria Letizia Gardoni, – se è vero che la produzione, la superficie impiegata e il numero di operatori biologici sono in costante aumento, è altrettanto reale l'alto valore di biologico importato da Paesi extraUE, che non rispettano i nostri stessi standard di produzione e che si attengono a disciplinari più blandi rispetto a quelli italiani ed europei».

Intensificare controlli e ispezioni, per Coldiretti Marche, è l’unico modo per «garantire al consumatore il diritto alla trasparenza e alla qualità e la possibilità di una concorrenza leale alle aziende agricole».

f.pas.

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