
MONTEGRANARO - In tempo di crisi dei consumi, se c’è una cosa che non si può sbagliare nel mondo della moda è la scelta del buyer. Per questo è nato The Buyer Journey. “Il buyer arriva in fiera con obiettivi sempre più definiti, informazioni più strutturate e criteri di selezione più precisi. La visita non è più soltanto un momento di scoperta, ma parte di un percorso che inizia prima dell'ingresso in fiera e prosegue nella relazione con aziende, brand, fornitori e partner” spiegano gli ideatori dell’osservatorio creato per Fashion Link Milano, il sistema fieristico che riunisce Micam, Mipel, TheOne, Fashion & Jewels e Simac Tanning Tech.
Il tutto è partito da alcune semplici domande: come cambia il modo in cui il buyer ricerca, seleziona e valuta l'offerta? Quali strumenti e servizi rendono la visita più efficace? E come si costruisce oggi una relazione commerciale che non si esaurisce nei giorni della manifestazione?
Le cinque manifestazioni, pur rappresentando comparti e pubblici diversi, si sono date una linea comune: mettere in relazione imprese, prodotti, competenze e mercati, accompagnando operatori e buyer. Il tutto senza mai dimenticare che il mondo del retail no chiede le stesse cose del b2b.
“Nel retail, la preparazione della visita assume un peso crescente: assortimento, ricerca di nuovi brand, disponibilità dei prodotti, tempistiche e caratteristiche dei mercati di riferimento sono elementi che entrano nel processo decisionale già prima dell'appuntamento fieristico” spiegano.
Diversamente, nel B2B, la selezione parte invece da esigenze tecniche e produttive, requisiti di performance, innovazione, sostenibilità e capacità di risposta dei fornitori. “Se i percorsi non si sbagliano, è più facile che l’incrocio tra domanda e offerta sia efficiente”.
Di queto si parlerà con esperti, a partire dai global trend researcher, durante le fiere, che riempiranno la prossima settimana milanese. “Non bisogna mai dimenticare – anticipano i relatori . che buyer, brand ed espositori sono tutti imprenditori chiamati a prendere decisioni in un contesto nel quale prodotto, identità, conoscenza del mercato e capacità di creare relazioni assumono un peso crescente”.
Da qui la fiera intesa come luogo di business, ma anche di confronto e condivisione di strategie. Ogni manifestazione porterà del know how. A Micam il compito di accendere un focus sull'evoluzione del retail internazionale. Per farlo, ecco la piattaforma digitale di matchmaking per facilitare la pianificazione degli incontri, la selezione delle proposte e l'ottimizzazione della visita.
Milano Fashion&Jewels, anche per la dimensione più contenuta, punta su un hub B2B dedicato a fashion, accessori e gioiello, dove scouting, networking e opportunità di business si intrecciano con la possibilità di conoscere da vicino le collezioni, valutarne qualità, materiali, dettagli e lavorazioni.
Mipel si concentrerà sul rapporto tra prodotto, distribuzione e nuove logiche di retail. TheOneMilano affronterà il tema dell'outerwear e della trasformazione della fiera in luogo di conoscenza, attraverso una lettura dei cambiamenti del comparto, della capacità manifatturiera italiana e delle dinamiche del sourcing internazionale.
Infine Simac Tanning Tech con lo spazio dedicato alla ‘decisione industriale’ con un percorso che porta dalla definizione di un'esigenza produttiva alla valutazione tecnica, all'incontro con i fornitori e alla scelta di tecnologie e soluzioni. Un processo nel quale innovazione, automazione, dati, sostenibilità e capacità produttiva diventano elementi della decisione d'investimento.
C’è anche un cappello sopra queste teste e lo mette Fiera Milano: “E’ fondamentale creare sinergie tra le manifestazioni del mondo fashion, non solo – è il pensiero che ribadisce sempre Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano - per rafforzare il sistema fieristico, ma anche per valorizzare il ruolo di Milano come capitale della moda e dei suoi eventi. Un sistema integrato capace di generare nuove opportunità e di offrire un'esperienza sempre più efficace e attrattiva ai buyer presenti alle manifestazioni. La connessione tra fiera e città completa così una visione nella quale la manifestazione non è uno spazio isolato, ma parte di un ecosistema più ampio, in cui imprese, servizi, territorio e sistema fieristico concorrono alla costruzione di valore e attrattività internazionale”.
Raffaele Vitali
