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Vanoncini e la 'sua' Sutor: "Sono a casa. Qui c'è un progetto di crescita. Il palas? Ci crediamo tutti. Vitali? Coach da sempre"

3 Ottobre 2026

di Raffaele Vitali

MONTEGRANARO – Quest’anno, a Montegranaro, non inizia una stagione come un’altra di basket. Perché sulla panchina, dopo anni di lontananza, è tornato uno che la maglia gialloblù l’ha sentita come una seconda pelle: Stefano Vanoncini. Storico assistente di coach Pillastrini, poi decollato tra basket maschile e basket femminile, ha fatto una scelta di vita importante: ha firmato un triennale con la squadra di Montegranaro. Con un obiettivo semplice, far crescere società e squadra in attesa che il sognato e nuovo palasport, dai lavori multimilionari, diventi realtà.

Vanoncini, che effetto fa indossare la polo della Sutor?

“È come tornare a casa dopo un lungo viaggio, riconosci i posti, ritrovi le persone, conosci qualcuno nuovo, rimpiangi chi non c’è più. Una continua alternanza di emozioni”.

Prima partita e prima vittoria, il segreto?

“Devo dire che eravamo tutti tesissimi, forse il segreto è avere sempre quel filo di paura che ti fa stare attento e sul pezzo”.

La Bombonera ha ancora il suo fascino?

“Oggi forse ancora di più, con tutte le gigantografie dei grandi del passato. Certo che senza il secondo piano e le curve piene di tifosi i muri non tremano più. Fra l’altro per me è comunque nuova, abbiamo sempre giocato a Porto San Giorgio o Ancona… Mai fatto una partita vera da coach di casa alla Bombonera fino a domenica scorsa, nemmeno quando ero alla Poderosa”.

Cosa l’ha convinta del progetto Sutor?

“La volontà di costruire, l’orizzonte temporale. Non ho più l’età per correre dietro a gioie effimere, lavoro perché ogni ora in palestra serva a dare valore a qualche ragazzo, al club, alla città. E poi una frase di Nicola Temperini, che ho avuto come giocatore e oggi è dirigente: vorrei che i ragazzi della Sutor avessero quello che ho avuto io…”.

Quali obiettivi per questa stagione?

“Abbiamo ragazzi in cui crediamo da far crescere e giocatori che ogni giorno danno a loro il buon esempio. L'obiettivo è riuscire a “mettere a terra” tutto questo, creando una squadra con valori chiari”.

Il nuovo palazzo, ci crede questa volta?

“Ci crediamo tutti, è vitale per la città ed il futuro della Sutor. Solo insieme si cresce”.

In serie A, Vanoncini era un giovane coach, ora in serie C lei è adulto ed esperto. Il basket quanto è cambiato?

“Tanto, oggi più che mai vale la famosa definizione di Aldo Giordani: ‘Atletica giocata. Il talento fisico è determinante e discriminante, ma a noi allenatori resta sempre il compito di insegnare la tecnica e le letture tattiche. Tutto più veloce, ma sempre immensamente affascinante”.

Cosa pensa di Nba Europe?

“Sono convinto che sia una grande opportunità, bisognerà vedere se saremo in grado di coglierla o se la subiremo, come sempre nella vita”.

Le Marche in questo momento, ai piani alti del basket, hanno solo Pesaro. Movimento più povero, mancanza di talenti o di progetti?

“Di sicuro poche risorse, di talento in giro ne vedo. In Regione è di qualità anche il lavoro sul settore giovanile. Ma per l’alto livello ci vuole anche altro”.

Vanoncini, ci descrive la ‘sua’ Sutor in poche parole?

“Sempre Uniti Troveremo Ogni Risultato”

Un giovane che potrà stupire?

“Francesco Bruni, ma non è il solo”.

Due figli di Montegranaro brillano in A2: Vecchiola e Berdini. Nemo profeta in patria?

“Sono a un livello ben più alto del basket della loro città oggi. Bravissimi loro a trovare una strada”.

Ultima domanda. Luca Vitali, che ha visto sbocciare come giocatore, oggi è coach in A, a Sassari. Destino scritto?

“Lo era, in campo, già da giocatore, un percorso inevitabile”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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