
FERMO – Il riconoscimento del Teatro dell'Aquila come Patrimonio Mondiale UNESCO diventa subito un'occasione per condividere con cittadini e turisti uno dei luoghi simbolo della città.
Nei giovedì di luglio e agosto, in concomitanza con il tradizionale Mercatino, il teatro aprirà eccezionalmente le proprie porte alle ore 22 con visite guidate dedicate alla sua storia, alla sua architettura e alle vicende che lo hanno reso un bene di valore universale.
Un'iniziativa, quella del gestore Maggioli, che va oltre la semplice apertura serale: è un vero e proprio regalo che Fermo offre alla città per celebrare il prestigioso riconoscimento UNESCO, trasformando un importante traguardo internazionale in un'occasione di partecipazione e di conoscenza.
Chi raggiungerà il centro storico per il Mercatino potrà così vivere un'esperienza unica entrando in uno dei teatri storici più belli d'Italia, oggi patrimonio dell'umanità.
Biblioteca e Musei: valorizzare la memoria della città
L'apertura straordinaria del Teatro rappresenta anche l'anticipazione di un progetto più ampio di valorizzazione.
I Musei di Fermo e la Biblioteca Civica Romolo Spezioli stanno infatti lavorando alla realizzazione di una mostra dedicata al Teatro dell'Aquila, che ne racconterà la storia attraverso documenti, fotografie e materiali d'archivio.
Fondamentale, in questo percorso, è il lavoro della Biblioteca Romolo Spezioli, impegnata non solo nella conservazione del patrimonio documentario cittadino, ma anche nella sua digitalizzazione e divulgazione.
Grazie al progetto Dicolab è stato infatti recuperato e digitalizzato il prezioso Fondo Scorcelletti, un patrimonio di fotografie e documenti che racconta la vita culturale di Fermo e che costituirà uno degli elementi centrali della futura esposizione dedicata al teatro.
Un lavoro che permette di preservare la memoria storica e, allo stesso tempo, di renderla sempre più accessibile a studiosi, cittadini e visitatori.
Gli "scavi di carta" all'Archivio di Stato
L'iniziativa dedicata al Teatro dell'Aquila segue quella proposta la scorsa settimana dall'Archivio di Stato, anch'esso aperto eccezionalmente durante il Mercatino del Giovedì.

Un appuntamento che ha consentito di scoprire, attraverso documenti originali e carte d'archivio, la lunga storia delle ricerche archeologiche fermane.
Nel corso dell'incontro dedicato agli "scavi di carta" è stato ricostruito il percorso delle indagini che, dalla fine del Cinquecento fino agli scavi del 1911, hanno riportato alla luce la grande necropoli della Montagnola.
Le prime testimonianze risalgono al 1594, mentre nell'Ottocento prese forma anche il progetto, mai realizzato, di creare una società di scavo capace di finanziare le ricerche e destinare alla città i reperti più significativi.
Tra le scoperte più importanti figura il celebre askos con api, reperto simbolo della necropoli fermana, che contribuì a confermare le origini etrusche dell'antica Firmum.
Gli scavi del 1911 e il sogno del museoLa svolta arrivò nel 1907 con la costruzione della ferrovia e soprattutto nel 1911, quando durante alcuni lavori edilizi furono rinvenute undici tombe ricchissime di materiali.
Da quel momento si aprì un intenso confronto tra Comune e Soprintendenza sulla destinazione dei reperti. Palazzo dei Priori chiedeva che rimanessero a Fermo, mentre lo Stato rivendicava la competenza sulla loro tutela.
Dalle lettere dell'epoca emerge anche la proposta di distribuire parte dei materiali ai grandi musei nazionali, mantenendo comunque una raccolta significativa in città.
La Soprintendenza subordinò però questa possibilità alla realizzazione di un museo dotato di spazi adeguati per esposizione e conservazione.
Una condizione che allora Fermo non riuscì a soddisfare e che contribuì a rallentare le campagne di scavo, riprese soltanto negli anni Cinquanta. Anche i ritrovamenti del 2019 hanno confermato quanto il sottosuolo fermano continui a custodire preziose testimonianze della sua storia.
L'obiettivo
Le iniziative dell'Archivio di Stato, della Biblioteca Romolo Spezioli, dei Musei di Fermo e ora del Teatro dell'Aquila mostrano un'unica direzione: fare del patrimonio culturale non solo un bene da conservare, ma un'eredità da raccontare e condividere con la comunità.
E il Mercatino del Giovedì si conferma così sempre più come un'occasione per vivere il centro storico non solo tra le bancarelle, ma anche attraverso la sua storia e i suoi luoghi più preziosi.
Per informazioni e prenotazioni delle visite al Teatro dell'Aquila è possibile contattare i Musei di Fermo al numero 0734 217140 oppure scrivere a museidifermo@comune.fermo.it.l
