
CAGLI/PESARO – Un passaggio di consegne. Si chiude il sipario del Rossini Opera festival, si apre quello del teatro di Cagli che racconterà Puccini in jazz.
A Pesaro, il Rof ha fatto registrare 16.350 le presenze (15.559 nel 2025), il 38% dall'estero, con spettatori di 51 nazioni, Germania, Francia, Regno Unito, Svizzera, Giappone, Usa, Austria, Spagna, Belgio e Romania le più rappresentate. Il tutto per un incasso di 808mila euro.
Ora è il momento del teatro gioello di Cagli che ospiterà ‘Puccini Goes Jazz’, una produzione originale Fabrizio Bosso, Rosario Giuliani, il Quintetto Gigli e l’arpa di Lucia Galli in una rilettura contemporanea del repertorio pucciniano.
“Questo progetto mi è parso da subito interessante – afferma Fabrizio Bosso – quella tensione irrisolta, quella malinconia che non si chiude mai, nelle opere di Puccini, ha in qualche modo a che fare con il jazz. Grazie agli arrangiamenti di Luca ed Emanuele, la tromba trova uno spazio nel quale canta come una voce d’opera, pur non fingendo di essere ciò che non è”.
A cento anni dalla prima assoluta della Turandot, Puccini torna a parlare con un linguaggio nuovo. Il 31 agosto al teatro comunale di Cagli debutta Puccini Goes Jazz, una produzione originale, nell’ambito della rassegna Mugellini Vision, che rilegge alcune delle pagine più celebri del maestro lucchese attraverso i linguaggi e le libertà espressive del jazz contemporaneo.
Nato nelle Marche ma pensato con uno sguardo nazionale, l’iniziativa riunisce alcuni tra i più autorevoli interpreti della scena musicale italiana in un incontro tra due tradizioni solo apparentemente lontane: la grande opera e l’improvvisazione jazz.
L'obiettivo non è attualizzare Puccini a ogni costo, bensì dimostrare come la forza della sua scrittura continui a dialogare con linguaggi diversi, mantenendo intatta la propria intensità espressiva.
Protagonisti di questo percorso saranno il Quintetto Gigli, ensemble marchigiano che ha fatto della ricerca e della sperimentazione il proprio tratto distintivo, l'arpa di Lucia Galli e due tra i più autorevoli interpreti del jazz italiano ed europeo, Fabrizio Bosso e Rosario Giuliani. Gli arrangiamenti originali dei maestri Luca Mengoni ed Emanuele Evangelista. “È un dialogo vivo – aggiunge Rosario Giuliani – in cui le emozioni si trasformano senza perdere intensità. Un lavoro che unisce con raffinatezza e consapevolezza questi due linguaggi, rispettandone l'identità. È proprio questo equilibrio che lo rende così convincente”.
