Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Una firma benedetta: parte il recupero della chiesa di San Pietro Apostolo. In festa le monache di Amandola

19 Agosto 2026

AMANDOLA – Il primo sorriso, due anni fa, quando si sono riaperte le porte del monastero di San Lorenzo, oggi la nuova buona notizia per le monache benedettine di Amandola: verrà recuperata la chiesa di San Pietro Apostolo.

È stato firmato il contratto tra l’impresa Alessandrini, la Diocesi di Fermo, lo studio di progettazione ENARConti e le suore. La chiesa, a navata unica, si affaccia su via Nazario Sauro e si sviluppa su più livelli per una superficie di circa 300 metri quadrati. L’edificio è strettamente connesso al monastero: alla navata si affiancano le sagrestie, il portico, la sala del coro e la libreria, mentre sul lato est si trova la torre campanaria.

Pesanti i danni provocati dal terremoto: ribaltamento del timpano della facciata, inflessione delle strutture della copertura, parziale crollo della cella campanaria e fessurazioni diffuse delle murature. Il sisma ha danneggiato anche la sala del coro e la relativa volta, mentre all’interno dell’aula si sono verificati distacchi di stucchi e intonaci.

«L’avvio di questo cantiere rappresenta un altro passo concreto nel percorso di ricostruzione e restituzione alle comunità dei luoghi che ne custodiscono la storia e l’identità – spiega il Commissario straordinario Guido Castelli –. La ricostruzione degli edifici di culto ha un valore che va oltre il recupero materiale: significa ricomporre un patrimonio storico, artistico e sociale profondamente legato alla vita dei nostri borghi”.

Alla presentazione del progetto c’erano Castelli, i sindaci di Amandola e Montefortino, il consigliere regionale Putzu, la vicaria del prefetto Iodice, la presidente dell’ordine degli ingegneri, Lara Millevolte, i referenti della diocesi Catalini e Monelli.

“Un progetto che coniuga sicurezza, conservazione e restauro. Il nostro obiettivo è continuare ad accelerare, lavorando insieme all’Arcidiocesi, all’Ufficio Speciale Ricostruzione e a tutti i soggetti coinvolti, affinché questi luoghi possano tornare pienamente a disposizione delle comunità” aggiunge il commissario.

Soddisfatto Demetrio Catalini, economo diocesano: “I fondi stanziati dal Commissario testimoniano l'attenzione verso la tutela degli edifici di culto che sono anche Beni Culturali, la cui identità viene preservata anche grazie alla presenza della comunità delle Benedettine”.

Per il sindaco di Amandola Adolfo Marinangeli “continua un lavoro di ricostruzione importante per la comunità religiosa amandolese e per l'intera città in una zona fortemente colpita dal sisma dove quasi tutti gli edifici sono stati dichiarati inagibili. Una chiesa ed un convento molto caro alla città gestito dalle amate Monache Benedettine di clausura che sono , da sempre, una parte importante della nostra comunità religiosa”.

“Mi fa particolarmente piacere, inoltre, che l’intervento sia stato affidato a una ditta del territorio. Ricostruire i nostri piccoli Comuni significa ridare loro vita, recuperando anche quei luoghi sacri che sono parte della nostra tradizione, della nostra identità e delle nostre comunità. Grazie a Castelli per il suo impegno” riprende Andrea Putzu, consigliere regionale della Regione Marche.

La più felice è ovviamente la badessa suor Paola che con le altre sorelle da più di un anno è  rientrata “a casa” nel centro storico di Amandola, dopo i lavori post sisma.  Oltre alla Chiesa di san Pietro ora le suore attendono i lavori che riguardano la foresteria che permetterà loro di recuperare anche spazi per l’ospitalità e la ricettività.

L’intervento è finalizzato al miglioramento sismico e alla riduzione delle vulnerabilità della chiesa. Sono previsti il consolidamento delle murature perimetrali, l’inserimento di tiranti e nuovi capichiave, il rinforzo delle volte e la ricostruzione del campanile. La parte superiore della facciata sarà smontata e successivamente rimontata utilizzando mattoni di recupero.

Ingenti i lavori anche per la copertura: saranno mantenute e revisionate le capriate lignee esistenti, sostituita l’orditura secondaria e inserite nuove capriate metalliche. Per il manto verranno utilizzati coppi di recupero. Saranno inoltre ricostruiti la copertura e il solaio della sala del coro e restaurati gli infissi in legno.

Il progetto comprende anche il rifacimento degli impianti elettrici, di illuminazione, audio e speciali e interventi sull’impianto termico. Accanto alla ricostruzione strutturale, particolare attenzione sarà dedicata al restauro degli elementi lignei, delle tempere e degli stucchi, con operazioni di pulitura, consolidamento e recupero delle parti danneggiate.

“Con questo – conclude Castelli – sono 81 gli interventi sugli edifici di culto per 50,2 milioni di euro, dei quali circa 14,8 milioni già trasferiti”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram