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Un sogno chiamato Fermo 85, il prefetto: "Esempio sportivo e sociale". Macchini: in A perché respiriamo la stessa magnesia

28 Aprile 2026

di Raffaele Vitali

FERMO – Una promozione storica meritava una cornice istituzionale speciale. Per questo il prefetto Edoardo D’Alascio ha voluto ricevere in Prefettura la Ginnastica Fermo 85, fresca protagonista della storica salita in Serie A. un modo per omaggiare atleti, tecnici e dirigenti di una realtà che da anni porta il nome di Fermo ai vertici della ginnastica nazionale.

“È uno di quei momenti belli che ho avuto modo di vivere in questi due anni a Fermo. Un evento – sottolinea sorridente il prefetto - che meritava attenzione. Non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione”.

Un riconoscimento che va oltre il risultato sportivo. D’Alascio ha sottolineato infatti il valore sociale della società fermana, costruita attorno a figure simbolo come Carlo Macchini e Mario Macchiati. “Dietro di loro sta crescendo un team capace di trasformare l’impegno in successo, senza mai rinunciare al proprio ruolo sociale. Sono anche atleti delle Fiamme Oro, parte del gruppo sportivo della Polizia di Stato, e non potevo non riconoscere questa impresa”.

Non a caso il prefetto ha voluto accanto a sé i dipendenti della prefettura, dai vice al personale, e i vertici provinciali delle forze dell’ordine – questore, comandanti di Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia penitenziaria e Vigili del fuoco – a testimonianza di uno sport visto come veicolo di crescita, inclusione e sicurezza sociale.

Ad arricchire l’incontro anche la presenza del presidente del Coni Marche, che ha ricordato come “nelle ultime tre edizioni olimpiche il portabandiera azzurro sia stato un marchigiano”, segnale della straordinaria vocazione sportiva della regione.

Il presidente della Fermo 85, Alvaro Luzi, ha presentato squadra e staff rivendicando l’orgoglio di una piccola realtà capace di competere con grandi centri: “Siamo una piccola società in una piccola città, ma al livello di realtà demograficamente molto più importanti. Noi rappresentiamo una città intera”.

Al centro, il lavoro quotidiano dell’allenatore Luigi Peroli che ha fatto crescere generazioni di talenti. Da Carlo Macchini, che frequenta la palestra da 25 anni, fino ai giovani emergenti come Simone Speranza, catanese d’origine ma fermano d’adozione, specialista agli anelli con un quinto posto mondiale juniores e due argenti già in bacheca. “A Fermo mi hanno fatto sentire a casa – ha raccontato Speranza – ogni compagno mi ha aiutato davanti a ogni difficoltà. Un’accoglienza davvero d’oro”.

Sfilano i campioncini: Romeo Santini, classe 2010, promessa del corpo libero e vicecampione italiano di specialità, insieme con Nicholas Giuliani, talento delle parallele e già nel giro della Nazionale junior under 18.

Intimo il racconto dell’allenatore su Mario Macchiati: “È entrato in palestra che quasi non camminava. L’ho visto crescere fino all’Olimpiade. Quante volte abbiamo dovuto convincerlo a scegliere la ginnastica al posto del calcio. Poi vederlo a Parigi, tra i 19 più forti al mondo, per me è stato come vedersi muovere un pezzo di cuore”.

Su Carlo Macchini, invece, il tecnico Peroli potrebbe parlare ore, anche se poi direttamente è Marco Fortuna ormai ad allenare il campionissimo, e per questo insiste sul ruolo umano oltre che sportivo: “Con Carlo e Mario abbiamo coniugato l’aspetto sociale con il risultato tecnico: la palestra sempre aperta, piena di giovani, e il lavoro sul territorio”.

D’Alascio ha così rilanciato il tema del rapporto tra scuola e sport, proponendo una maggiore integrazione tra società sportive e insegnanti di educazione fisica: “Il professore deve restare un buon maestro anche nel tempo libero. Bisogna indicare la strada”.

Poi il richiamo all’articolo 33 della Costituzione e al valore pubblico dello sport: “Grazie a voi i costi dello Stato diminuiscono. Se si includono i giovani, l’impatto sociale cresce”. È dimostrato che un euro investito nello sport produce cinque euro di risparmio in sanità.

Il presidente del Coni Marche, Fabio Luna, ha allargato il quadro utilizzando i numeri: “Nelle Marche ci sono 2,5 società sportive ogni mille abitanti contro una media nazionale di 1,8. E i tesserati sono 12mila ogni 100mila abitanti contro gli 8mila nazionali”.

Poi il focus sulla ginnastica marchigiana, definita oggi la disciplina che sta regalando maggiori soddisfazioni, persino più della scherma. Dai successi della ritmica con Sofia Raffaeli alla crescita del settore maschile culminata con l’ingresso della Fermo 85 in Serie A. “Su cinque atleti azzurri alle Olimpiadi, tre erano marchigiani e due sono qui con noi oggi” ha ricordato.

Dal Coni anche un annuncio importante: l’impegno a candidare la Ginnastica Fermo 85 alla Stella d’Argento al merito sportivo, dopo la Stella di Bronzo ricevuta nel 2014. “Sarebbe bellissimo” ribadisce Luzi, emozionato mentre guarda seduta in prima fila la moglie Rita Sacripanti, atleta e allenatrice.

Molto applaudito anche l’intervento del questore, orgoglioso dei due portabandiera delle Fiamme oro, che ha esaltato il ruolo educativo degli atleti: “Voi siete rivoluzionari. In un tempo in cui certi modelli sbagliati prendono piede, tra canzoni violente e immagini poco edificanti delle donne, siete esempi positivi. Dovete uscire dalle palestre, farvi vedere, attrarre ragazzi. La sicurezza è anche esempio”.

A chiudere la cerimonia non poteva che essere Carlo Macchini, l’atleta serio e social come nessun altro, che ha riportato tutto all’essenza del percorso compiuto. Sognava la serie A, la voleva per Fermo e per i suoi compagni, ed è arrivata. “La Serie A non è solo andare a gareggiare e tornare a casa. È un cammino durato anni, respirando la stessa magnesia, piangendo le stesse lacrime. Si crea qualcosa di profondo in palestra. Noi non siamo una squadra che prende i pezzi migliori: ci siamo arrivati crescendo insieme”.

E ancora: “Dobbiamo spostare il focus dalla medaglia a ciò che spetta a ognuno di noi: dare il massimo ogni giorno in allenamento. Se riusciamo in questo, abbiamo già vinto. Lo racconto spesso nelle scuole”. Ecco l’impegno sociale di un campione che sorride quando vince, ma anche quando cade, perché dare il massimo per lui è un perno della vita.

Ecco la squadra che è arrivata in serie A: Carlo Macchini, Mario Macchiati, Luca Manzaneda, Alessandro Isidori, Romeo Santini, Nicholas Giuliani e Simone Speranza.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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