
BARI – “Non ho mollato e mai mollerò”. È lungo l’applauso che segue le parole di Giorgia Meloni. La premier ha celebrato a Bari il record del suo Governo, diventato il più longevo della storia repubblicana. Un record condiviso con 10mmila persone. Tra di loro, anche una quarantina di fermani arrivati in pullman, viaggio organizzato dal segretario provinciale Andrea Balestrieri. Con lui, volti noti come il consigliere regionale Andrea Putzu, la vice segretaria Pisana Liberati e il presidente della Steat, Remigio Ceroni. In auto sono invece arrivati il presidente della Regione Acquaroli e l'assessore Bugaro.
Meloni ha parlato per un’ora, un mix tra un bilancio carico di orgoglio e qualche linea programmatica per il futuro con l’annuncio dell’estensione della Zes a tutta Italia. Tema che tra l’altro interessa eccome le Marche, che oggi invece sono spaccate in due proprio alla Zes, misura economica destinata solitamente ai territori in maggior difficoltà.
Ha parlato molto di sé, intesa come guida di Governo, ma non sono mancati gli attacchi al centrosinistra che “usa l'antifascismo come arma di distrazione massa”. Sono arrivati presto i fan della premier, amministratori da tutta Italia, tesserati, cittadini comuni che volevano mettersi al collo uno dei pass con scritto ‘Io c’ero’.
E ‘Io c’ero’ è rimasto appeso per ore al collo dei fermani di Fratelli d’Italia guidati da Balestrieri: “Celebriamo un risultato che ha un valore politico e istituzionale importante, i 1413 giorni di mandato. Non è soltanto un record di durata. È soprattutto la dimostrazione che la stabilità politica può rappresentare una condizione fondamentale per programmare, decidere e portare avanti una visione di lungo periodo per l’Italia”.
Non basta però questo, neppure a Balestrieri: “La vera sfida è trasformare questa stabilità in risultati sempre più concreti per i territori. E in questo percorso anche le Marche e la provincia di Fermo devono avere un ruolo da protagoniste”. E farlo consapevoli della vicinanza tra provincia e Roma. “Dalle infrastrutture alla competitività del sistema produttivo, dal lavoro ai servizi, abbiamo bisogno di continuare a costruire condizioni favorevoli alla crescita e alle opportunità per le nuove generazioni”.
È una celebrazione, ma anche un’assunzione di responsabilità quella dei politici fermani: “Il record di oggi appartiene alla storia del Governo. La sfida di domani appartiene invece a tutti noi: trasformare la stabilità in sviluppo, il consenso in responsabilità e le opportunità in risultati concreti per cittadini e imprese. Noi ci saremo con la nostra classe dirigente, Andrea Putzu in testa” conclude Balestrieri.
Nel mentre la Melloni parla, tocca tanti punti, tra cui uno che suona come un messaggio chiaro al generale Vannacci: “Il femminicidio esiste... eccome se esiste, e combatterlo non significa dire che la vita di un uomo vale meno, ma c'è un'aggravante, che si uccide una donna perché vuole essere libera".
Parla solo lei, ma i leader di coalizione non fanno mancare il supporto. Via video Salvini e Tajani, sul palco Maurizio Lupi di Noi Moderati. “Alla nostra classe dirigente – riprende la premier - dico che dobbiamo fare più e meglio, ma a chi intende ostacolarci dico 'mettetevi comodi, non avete capito con chi avete a che fare’. Noi siamo insieme per costruire idee, gli avversari sono uniti solo per battere noi”.
Parla di Nato, di Albania, di rimpatri, di Ucraina, lascia nel passato il referendum che le è costata l’unica vera sconfitta dei quattro anni al Governo.
Il tema più impellente che affronta è il caro carburanti, e la premier conferma che il tempo dei tagli alle accise è finito: “Altri provvedimenti sono in arrivo, ma questa volta mirati: non possiamo permetterci di spendere soldi per darli a chi non ne ha bisogno o viene a fare benzina dalla Francia. Per questo, intendiamo aumentare la quota di petrolio che si può estrarre nei nostri mari, perché non ha senso andare a comprare il petrolio in Qatar se ce lo abbiamo in Basilicata”.
r.vit.
