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Un 'Maestro del made in Italy' nelle Marche, Santoni premiato per il saper fare artigianale. Castelli: competenze e visione

23 Aprile 2026

FERMO – Il ministro Adolfo Urso oggi ha consegnato a 19 imprenditori e imprenditrice italiani il premio ‘Maestro del made in Italy’. Un riconoscimento che è andato anche a un marchigiano: Giuseppe Santoni. La motivazione è ”per l'eccellenza nel settore tessile, abbigliamento, moda e la valorizzazione del saper fare artigianale”.

È la prima edizione del riconoscimento che mira a trasmettere conoscenze e ispirare le nuove generazioni, ma anche costruire un ponte solido tra l'esperienza maturata e le sfide del futuro. “Diciannove volti che incarnano con passione, competenza e visione, l'eccellenza autentica del nostro Paese. Donne e uomini capaci di innovare senza perdere il legame con le proprie radici, trasformando il sapere in valore e il talento in impatto concreto” ha spiegato Urso davanti all’immagine dell'uomo vitruviano, simbolo universale di armonia e visione, che richiama l'eredità di Leonardo da Vinci.

Il made in Italy vale 600 miliardi di euro. Un successo che nasce proprio dall'impegno di imprese, famiglie e artigiani che, generazione dopo generazione, hanno preservato e innovato il proprio sapere, restando radicati nel territorio anche di fronte alle difficoltà. “Storie diverse, unite da un tratto comune: creare valore nel tempo nei settori più identitari del Paese, dall'agroalimentare alla moda" riprende il ministro delle Imprese e del Made in Italy.

"Il Premio Maestro del Made in Italy riconosce oggi figure che non si limitano a creare impresa, ma che custodiscono, tramandano e reinterpretano saperi preziosi. Sono protagonisti di un percorso che unisce tradizione e innovazione, contribuendo a rafforzare e diffondere nel mondo l'identità e la qualità del Made in Italy" aggiunge il presidente della Fondazione Imprese e Competenze del Made in Italy Giovanni Brugnoli.

In prima fila il presidente della Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini, e il senatore Guido Castelli, che è commissario alla ricostruzione post sisma. “Il Made in Italy – ha dichiarato Castelli – non è soltanto un marchio, ma un patrimonio vivo fatto di competenze, identità e visione”.

Per Santoni si sono alzati Urso e il ministro Valditara, insieme hanno voluto premiarlo. “Giuseppe Santoni – ha ripreso Castelli -  incarna perfettamente questi valori, portando avanti una storia imprenditoriale lunga oltre cinquant’anni, nata dall’intuizione del padre Andrea, a Corridonia: nel cuore del distretto calzaturiero marchigiano. È grazie a esempi come questo che i territori dell’Appennino centrale possono guardare al futuro con fiducia”.

L’elenco dei premiati

Giacomo Ponti, Ponti Spa, per aver consolidato e innovato una storica eccellenza del settore alimentare italiano; Giuseppe Zullo, Piano Paradiso di G. Zullo Srl, per aver unito tradizione gastronomica e innovazione creativa nel territorio; Katia Balducci, Navigo Toscana s.c.a.r.l., per lo sviluppo del design nautico e della filiera dell'innovazione; Riccardo Civitella, Civitella Creazioni Marmi, per la valorizzazione dell'artigianato artistico italiano.

Michele Frisoli, Manta Group Srl, per l'eccellenza nell'aerospazio e l'innovazione industriale; Massimo Leo, Leo Costruzioni Spa, per il contributo allo sviluppo infrastrutturale e territoriale; Manlio Romanelli, M-Cube Spa, per l'innovazione nei servizi digitali e It; Aldo Werdin, Excelsior Palace Hotel Srl, per l'eccellenza nel turismo e nell'ospitalità italiana; Filippo Girardi, Midac Spa, per il contributo nel settore energia e sostenibilità industriale.

Stefano Messina, Ignazio Messina & C Spa, Per lo sviluppo della logistica e dei trasporti internazionali; Jacopo Tonino Poli, Poli Distillerie Srl, per la valorizzazione della tradizione distillatoria italiana; Gianni Schiavon, Zintek Srk, per l'innovazione nelle costruzioni nel mondo dell'architettura; Fiorella Bafile, Tindora Cosmetics Srl, per la ricerca e innovazione nel settore biotecnologico.

Dario Gianandrea Ferrari, Intercos Spa, per la ricerca e innovazione nel settore biotecnologico; Elena Balsamini, Il Guado, per il valore nelle imprese culturali e creative.

“Siamo di fronte al meglio, chi investe e non si ferma. In questa prospettiva – ha aggiunto Castelli – è decisivo il contributo di Next Appennino, che attraverso risorse dedicate ai progetti di nascita, crescita e sviluppo delle imprese ha sostenuto concretamente la voglia di rialzarsi delle nostre comunità".

Si parla di uno strumento che sta rafforzando il tessuto produttivo locale, incentivando innovazione e occupazione e restituendo centralità a territori troppo a lungo penalizzati. "Le aziende dell’Appennino centrale dimostrano ogni giorno che è possibile coniugare tradizione e innovazione, qualità e competitività. Sono loro il cuore pulsante di una ricostruzione che non è solo materiale, ma anche economica e sociale” conclude il commissario Castelli.

r.vit.

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